Pezzi di oneri a carico del popolo sovrano: il caso Alitalia.

Fra i diversi modi attraverso i quali gruppi organizzati di italiani mettono le mani nelle tasche degli italiani poco o punto organizzati vi è la vicenda Alitalia.

Mi sembra molto utile ed interessante ricordare un po’ di storia recente di questa vicenda, prima che essa si concluda definitivamente con un altro caricamento alla fiscalità generale e prima che venga relegata nel capiente dimenticatoio italiano, ove tutti i gatti sono grigi.

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Pezzi di oneri a carico del popolo sovrano.

Il prof. Perotti prosegue nel suo sforzo per segnalarci come e quanto la politica mette le mani nelle tasche degli italiani. E’ ora la volta di come la Camera dei Deputati imbrogli il popolo sovrano con la propria pubblicità ingannevole.

Ma l’ineffabile Presidente Boldrini, invece di indignarsi a parole, perché non dà un segno della propria incapacità di modificare le cose? Può ancora pensare che chi verrà dopo di lei farebbe peggio?

Il downgrade di S&P e… the Real Elephant in the Piazza

Commento (tradotto liberamente dal sottoscritto) del recente downgrade italiano da parte di S&P:
<<Il recente downgrade del debito italiano non ha sorpreso nessuno di coloro che seguono il mercato mobiliare italiano: osservando il FTSE MIB nel medio termine si osserva una debole performance, un minimo di -71.6% nel marzo 2009 rispetto alla punta del maggio 2007 e, ancora il 20 settembre scorso, un livello di -67.6% (come si vede dal grafico che segue).FTSE MIB

S&P utilizza 5 indicatori più importanti per dare il rating sui debiti sovrani:
– politico, relativo alla capacità di governare le finanze pubbliche e lo sviluppo e di reagire agli shock;
– economico, cioè una combinazone fra livello del reddito, prospettive di sviluppo, diversificazione e volatilità dell’economia;
– esterno, relativo alla capacità di generare risorse dall’estero per fronteggiare il debito dei non residenti;
– fiscale, relativo alla sostenibilità del deficit e del debito accumulato;
– monetario, relativo alla capacità di mantenere l’affidabilità del Paese nel tempo.
E’ stato spiegato publicamente che il downgrade è dipeso prevalentemente dalla valuatzione dei due fattori politico e fiscale.
Nel caso italiano, peraltro, è probabilmente il fattore demografico (there is a demographic elephant in the room) a preoccupare S&P che riscontra una scarsa capacità nel lungo termine di migliorare.
Il grafico che segue (dati del U.S. Census Bureau) mostra la differenza fra una piramide standard e la distribuzione della popolazione italiana per età e per sesso.PopEle

L’Italia ha un sorprendente rigonfiamento nella fascia di età 35-49 che, nelle economie sviluppate, viene associata agli anni di maggior reddito.
Se i governanti ricodurranno questa anomalia nella giusta direzione, l’Italia potrà risollevarsi.
Se, invece, non se ne libereranno rapidamente, saranno le prossime generazioni a sopportarne il peso>>.
Ma, vien da chiedersi, a quale comparto della politica italiana interessano queste osservazioni?    

Il budget EU a colpo d'occhio

Friedrich Lindenberg (OKF) ha rintracciato questa interessante informazione visiva attraverso la quale la  Commissione Europea presenta le linee guida del budget EU 2014-2020.
L'obiettivo è quello di raccogliere presso i Paesi membri il gradimento sull'ammontare dei fondi disponibili e di rendere consapevoli i destinatari delle necessarie prioritò di politica economica da adottare.
La Commissione cerca di illustrare dove vengano reperiti i fondi spesi presso ciascun Paese.
Come si vede, l'euro è senza dubbio senza uno Stato, ma i tentativi della Commissione di condividere le informazioni affinché le politche degli Stati ne tegano conto è ragguardevole.
 
Lo strumento multimediale consente di meglio diffondere l'informazione in modo da agevolare i cittadini dell'Unione a comprendere (Alain Lamassoure, Presidente del Budget Committee).
Queste informazioni si innestano nel progetto più generale volto a rendere maggiormente trasparente la spesa pubblica.
 
Istruzioni: cliccando dapprima su di uno dei quattro quadrati in testa (per scegliere le informazioni che si desiderano) e poi su di uno dei Paesi dell'Unione, si possono osservare i dati ad esso relativi.

 

In difesa dei perfidi ribassisti

Zingales ribassistiQui a fianco riporto un interessante e lucido pezzo di Luigi Zingales apparso il 25 nov. scorso su IlSole24Ore: mi pare che dopo le esilaranti dichiarazioni dei politici nostrani a commento dell'attacco cui sono soggetti i nostri titoli di Stato, la lettura di questo pezzo possa fornire un po' di risposte a chi continua a chiedersi perché questi `peccatori' di professione se la prendano proprio col Bel Paese, con il suo debito e con le sue imprese.
Per mesi e mesi, due o tre anni fa, i nostri soloni ci hanno raccontato che la crisi non c'era, che si trattava soltanto di pessimismo, che andava tutto bene, ecc., ecc. e che il Bel Paese era il migliore dei mondi possibili.
Grattando la pancia al popolo, pensavano che la tempesta sarebbe passata…
Ora continuano allo stesso modo: se qualcuno si è preso la briga di leggere le 115 pagine della cosiddetta manovra, si sarà accorto che è la limgua italiana, anzitutto, a lasciare perplessi e a rendere incomprensibile quel testo e la manovra.
Continuiamo a fare del nostro meglio per offrire agli speculatori,
sul piatto d'argento, l'occasione di lavorare contro il Paese.

La spesa pubblica in Italia 2002-2008

(non visualizzare con Internet Explorer)

Per avere un'idea della spesa pubblica italiana dal 2002 al 2008, e successivamente cresciuta, clic sull'immagine: la spesa pubblica andrebbe tagliata per evitare l'aumento della tassazione.
In realtà, accadrà che si taglierà un poco e si aumenteranno ancora di un poco le tasse per far quadrare (si spera) i conti pubblici italiani.
La terza variabile, liberalizzare un po' l'economia, non sembra all'odg nonostante i proclami…

Screen shot 2011-06-21 at 6.11.52 PMCliccando sull'immagine si ha un'idea abbastanza precisa dell'andamento della spesa pubblica in Italia (2002-2008): è possibile individuare l'andamento delle spese in funzione dell'ammontare totale, oppure ripartite per abitante oltre che per diverse aree funzionali (Acqua, Difesa, Istruzione, Sanità, ecc.), per singola Regione e per l'intero territorio nazionale.

Spesa pubblica: passi verso la trasparenza

Wired (20 aprile) informa dell'interessante iniziativa volta a diffondere un'agevole lettura dell'andamento della spesa pubblica italiana attraverso un grafico interattivo visualizzato su Open Spending. 

Si tratta dell'analogo italiano del progetto britannico – Where Does My Money Go? -, l’ultima impresa della Open Knowledge Foundation (OKF).

L’idea base è quella di rendere facilmente accessibili e comprensibili i dati sulla spesa pubblica, creando un database internazionale cui oggi lavorano gruppi di oltre 20 nazioni.

La piattaforma italiana è stata presentata a Roma nel corso della conferenza “La Politica della Trasparenza e dei Dati Aperti” sul tema dell’Open Government in Italia

I numeri derivano ovviamente da fonti di pubblico dominio (Conti Pubblici Territoriali) che misura i flussi finanziari della P.A.

Su Open Spending i dati sono semplici da consultare perché tutte le voci di spesa (previdenza e integrazioni salariali, sanità, cultura, ricerca e sviluppo e così via) diventano comprensibili e confrontabili Regione per Regione, possono essere visualizzati per serie temporali per osservare se e quanto le spese per le singole voci siano aumentate o diminuite nel corso degli anni. Si può inoltre visualizzare la spesa delle amministrazioni centrali rispetto a quelle locali, o ordinare le Regioni in base alle uscite. E' anche possibile confrontare la gestione italiana con quella degli altri Paesi oggi disponibili.