Se la carne è debole…: tecnica, politica, istituzioni.

L’annuncio di Bloomberg, secondo il quale la BCE si accinge ad affidare a Blackrock l’attività di consulenza in materia di acquisti di ABS che BCE stessa ha in animo di effettuare, mi richiama alla mente le seguenti considerazioni:

a) le ABS sono emesse da veicoli di regola di proprietà delle banche che hanno convenienza a cartolarizzare i loro crediti;

b) Blackrock detiene partecipazioni non irrilevanti, ad es. nelle più grandi banche italiane;

c) la BCE dovrebbe essere dotata di strutture organizzative in grado di decidere in via autonoma quali ABS acquistare; tuttavia potrebbe desiderare un confronto con un terzo (appunto con Blackrock) e per questo si avvale della sua consulenza;

d) ma… se BCE decide di comprare ABS di un veicolo, poniamo di BancaIntesa, banca nella quale la partecipazione di Blackrock non è trascurabile, il confronto BCE-Blackrock sarebbe prevalentemente improntato alla dialettica o all’acquiscenza?

e) il dilemma viene risolto dai protocolli previsti per prevenire potenziali conflitti d’interesse.

Vista da lontano, questa faccenda non sembra così chiara come sembra: non resta che osservare, se sarà possibile e trasparente, la prova dei fatti.

 

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Partecipazioni delle banche

Nei giorni scorsi la Banca d’Italia ha reso disponibile per commenti da inviare entro 90 giorni la bozza delle disposizioni di vigilanza sulle partecipazioni detenibili dalle banche e dai gruppi bancari.
Questo provvedimento è molto importante per capire come la crisi in atto, imputabile anche e agli stretti legami fra banche e altri intermediari finanziari, si ripercuterà nell’ordinamento.
Non è in discussione, questa volta, la faccenda della separatezza banca-industria, ma la commistione fra intermediari finanziari: e si è visto quali problemi di stabilità essa possa comportare.
Impregiudicati restano i problemi indotti dalle partecipazione delle banche nelle imprese non finanziarie. 

Abolita la separatezza fra banca e industria

Dopo oltre settant’anni, la commistione che si realizza fra banca e industria attraverso la partecipazione di quest’ultima al capitale sociale delle banche (c.d. separatezza) è stata riammessa (art. 14 della L. 2/09 in attuazione della direttiva 2007/44/Ce).
Sempre in materia di relazioni fra banche e imprese non finanziarie, in precedenza (2006) erano state abolite le disposizioni in materia di trasformazione delle scadenze e, più recentemente (2008), erano stati allentati del tutto i vincoli alle partecipazioni delle banche al capitale sociale delle imprese non finanziarie.
Questo insieme di provvedimenti deriva dalle direttive comunitarie, a loro volta fondate sulla speranza che mercato e autorità di vigilanza sanzionino comportamenti non competitivi.
E’ sorprendente osservare come simili liberalizzazioni vengano attivate simultaneamente ai salvataggi bancari di questi mesi presso la maggior parte dei Paesi e ai ‘salvagenti’ predisposti nel nostro Paese per fronteggiare eventuali dissesti bancari.
Non so se sia il caso di rileggere la caduta del credito mobiliare di Pantaleoni e la genesi dell’IRI di Saraceno: forse molte chiacchiere di moda oggi sulla bad bank troverebbero qualche risposta.