Se la carne è debole…: tecnica, politica, istituzioni.

L’annuncio di Bloomberg, secondo il quale la BCE si accinge ad affidare a Blackrock l’attività di consulenza in materia di acquisti di ABS che BCE stessa ha in animo di effettuare, mi richiama alla mente le seguenti considerazioni:

a) le ABS sono emesse da veicoli di regola di proprietà delle banche che hanno convenienza a cartolarizzare i loro crediti;

b) Blackrock detiene partecipazioni non irrilevanti, ad es. nelle più grandi banche italiane;

c) la BCE dovrebbe essere dotata di strutture organizzative in grado di decidere in via autonoma quali ABS acquistare; tuttavia potrebbe desiderare un confronto con un terzo (appunto con Blackrock) e per questo si avvale della sua consulenza;

d) ma… se BCE decide di comprare ABS di un veicolo, poniamo di BancaIntesa, banca nella quale la partecipazione di Blackrock non è trascurabile, il confronto BCE-Blackrock sarebbe prevalentemente improntato alla dialettica o all’acquiscenza?

e) il dilemma viene risolto dai protocolli previsti per prevenire potenziali conflitti d’interesse.

Vista da lontano, questa faccenda non sembra così chiara come sembra: non resta che osservare, se sarà possibile e trasparente, la prova dei fatti.

 

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Un 'nuovo' sistema bancario? – 1

Tutti sanno che i dissesti (bancari e non) sono provocati dall’aspettativa che i debiti non vengano onorati.
Le banche commerciali, in particolare, generano esse stesse una categoria di debiti: quelli a vista. Essi si affiancano ad altri, costituiti in forme tecniche diverse: alcuni di questi ultimi (gli strumenti ibridi di patrimonializzazione) vanno a finire perfino nel patrimonio regolamentare il quale viene inoltre affinato dai filtri prudenziali, cioè da interventi di banca centrale che verificano la corretta applicazione degli IAS.
Un primo provvedimento potrebbe essere quello di eliminare gli strumenti ibridi dal patrimonio regolamentare: facile a dirsi, impossibile a farsi perché il patrimonio, già esiguo, si ridurrebbe ancora. Però gli inviti a rafforzare il core iter 1 vanno in questa direzione e le banche che li accettano vanno apprezzate. Nello stesso senso muovono gli inviti a ridurre i costi, fra i quali i bonus distribuiti dalle banche che hanno fruito di benefici pubblici.

Il patrimonio, però, fronteggia il rischio generico d’impresa.
L’adozione dei deliberata di Basilea ha cercato di elencare i rischi e ha predisposto un sistema di requisiti patrimoniali per fronteggiarli: si è deciso così di raffrontare dati di stock. Stock di patrimonio e stock di attività.
Ma, siccome un’eventuale déblacle di alcune attività non può che essere fronteggiata dallo smobilizzo di altre, diverse attività, un alto livello patrimoniale dovrebbe testimoniare un elevato livello di attività smobilizzabili a fronte di quelle entrate eventualmente in dissesto.
Il patrimonio diventa così un importante elemento della reputazione. Mantiene però tale connotato se vi è un’adeguata omogeneità degli attivi aziendali.

A me sembra che questo obiettivo possa raggiungersi se si riduce la commistione fra banche a breve, banche a medio lungo termine, fondi comuni, imprese di assicurazione: cioè se si torna a differenziare, mutatis mutandis, la banca commerciale dagli altri intermediari finanziari.
Differeziando gli intermediari sulla base della loro attività, i legami potrebbero tornare ad essere di ordine partecipativo, configurando gruppi, invece che dar luogo a mega-aziende divisionalizzate per attività industriale: vi sarebbe così una maggiore chiarezza degli interessi in gioco, soprattutto se i diversi intermediari fossero quotati.

Partecipazioni delle banche

Nei giorni scorsi la Banca d’Italia ha reso disponibile per commenti da inviare entro 90 giorni la bozza delle disposizioni di vigilanza sulle partecipazioni detenibili dalle banche e dai gruppi bancari.
Questo provvedimento è molto importante per capire come la crisi in atto, imputabile anche e agli stretti legami fra banche e altri intermediari finanziari, si ripercuterà nell’ordinamento.
Non è in discussione, questa volta, la faccenda della separatezza banca-industria, ma la commistione fra intermediari finanziari: e si è visto quali problemi di stabilità essa possa comportare.
Impregiudicati restano i problemi indotti dalle partecipazione delle banche nelle imprese non finanziarie.