Borse e fine crisi

Germogli
I ‘germogli verdi’ che si osservano nelle Borse segnalano che abbiamo toccato il fondo?
Credo si debba tenere conto che se da un punto di vista formale i bilanci societari sono stati ‘salvati’ dal cambio delle regole, la sostanza non è invece cambiata: gli attivi deteriorati rimangono tali ed è noto che più passa il tempo, più il loro peso relativo si riduce.
Una buona dose di inflazione (la tassa più iniqua), accompagnata da interventi compiacenti degli Stati a favore dei creditori (bad bank, bad company, ecc.), faranno il resto. Così tutto tornerà apparentemente ‘in regola’: cioè le economie forti si rafforzeranno maggiormente e quelle deboli si deterioreranno maggiormente.
Nel frattempo il Bel Paese se la gode.
In proposito, utile leggere il circostanziato intervento di Emiliano Carluccio.

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Bolle speculative e rialzi di Borsa

Se osserviamo l’esponenziale rappresentata nel seguente grafico

Break-evenosserviamo che è necessario un recupero del 100% per fronteggiare una perdita di valore dei titoli del 50%: se, nell’ultimo anno, si fosse verificata una perdita del 20%, il recupero necessario a coprirla si attesterebbe oggi sul 25%.
I recenti rialzi di Borsa hanno sollevato l’attenzione dei convenuti al recente Convegno Aspen di Venezia (Corriere della Sera del 24 maggio, p. 6) perché le Borse europee hanno messo a segno, dall’inizio dell’anno, rialzi intono al 20%.
Sembra perciò che le preoccupazioni espresse in sede Aspen, riferite ad un recupero dei valori soltanto del 20%, possano essere giustificate soltanto da considerazioni riguardanti il confronto fra valori di Borsa (+ 20%) e valori ‘effettivi’ delle società (+ ?%).
Forse la Borsa non tiene conto che i valori ‘effettivi’, cioè la sostanza, oggi non viene adeguatamente rappresentata da bilanci redatti con regole modificate (e più favorevoli) per fronteggiare la crisi.
Se le regole non fossero state cambiate, probabilmente saremmo di fronte ad una catastrofe. Però la sostanza non cambia. 

IAS – IFRS

Segnalo un articolo sugli effetti prodotti dall’applicazione dei principi contabili internazionali sul bilancio d’esercizio, ed in particolare sulle conseguenze derivanti dall’allontanamento dal tradizionale criterio del costo, che compromette l’attendibilità del risultato economico a scapito della misurazione, con criteri "soggettivi", del valore dell’impresa.