Fiscal compact: flessibilità e rigore…

… sono le parole più in voga all’inizio del semestre di Presidenza italiana del Consiglio dell’UE, quasi che esse descrivessero aspetti contrapposti della medesima questione: la crescita e quindi l’occupazione. Già il Ministro del MEF, P.C. Padoan, ha spiegato, ancora una volta sul Corriere della Sera del 6 luglio scorso, su quali binari intende muovere all’interno delle regole esistenti che hanno ‘ampi margini di flessibilità’.

Tuttavia, per disporre di una disamina maggiormente circostanziata della questione e per offrirne una dimensione prospettica, in modo da evitare di indurci a pensare che si inizi sempre ex novo, mi sembra utile postare un interessante articolo di Enzo Moavero Milanesi, già Sottosegretario di Stato nel Governo Monti, comparso in occasione della recentissima riunione dell’Ecofin: 140708Moavero.

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Guerra al Fiscal Compact:

Screen Shot 2014-06-26 at 05.48.31Oggi a Roma (ore 13, sala Stampa della Camera dei Deputati, via della Missione 4) Gustavo Piga e i componenti del comitato promotore per un referendum contro il Fiscal Compact illustreranno le ragioni della iniziativa referendaria. L’iniziativa si oppone ad un’applicazione automatica del Fiscal Compact che ci condurrebbe  ad una manovra da 20md e ad individuare un percorso che, nel periodo 2013-2016, diminuisca il deficit fra lo 0,9 e il 2,6% del PIL.

Dove vanno i soldi dell’eurozona?

Per avere un’idea dell’utilità dell’Eurozona, basta osservare (clic sull’immagine) la destinazione settoriale dei 925bn di € disponibili per il periodo 2007-2013 a favore di coloro che li richiedono: certo, bisogna fare un po’ di fatica, negoziare, addurre ragioni e progetti, ecc. Allo stato, sono ancora disponibili circa 90bn. L’Italia, uno dei Paesi meno attivi in materia, può oggi fruire di un Governo impegnato a spingere in questa direzione. Ci si augura un maggiore impegno del Paese per il prossimo periodo (2014-2020). Per saperne di più