Follow the money

Il detto è stato smentito così come il mondo degli allibratori, anche se il banco ha vinto come sempre.
La svolta  è avvenuta alle 4am, quando sono cominciati ad affluire i dati delle città operaie del Nord dell’Inghilterra.
Da notare che le grandi città britanniche hanno votato sonoramente per R, mentre le periferie, le campagne e le città operaie hanno votato per il L e mi pare evidente: le grandi città sono abituate ad una maggiore capacità di assorbimento e di integrazione di culture diverse (si pensi al nuovo sindaco di Londra) mentre le periferie sono meno propense. È quanto si nota anche nel resto del mondo: la cultura dell’integrazione si fa strada con grande fatica, soprattutto se si semplificano i problemi pensando di risolverli.
La crisi attuale del sistema capitalistico non sembra avere sbocchi proponibili. Ma il mercato si adatterà e si riposizionerà. Il crollo delle Borse di questa mattina ne è una prova: prevalgono i ribassisti cioè coloro che cercano di guadagnare pensando ad un ribasso ulteriore; i rialzisti dei giorni scorsi hanno già preso una sonora batosta.
Ora, il popolo delle periferie che ha votato per il L subirà le conseguenze maggiori di questa scelta; i mercati aperti, invece, continueranno a guadagnare, speculando al ribasso e/o al rialzo, ma dentro la regolamentazione britannica la quale, ancorché più efficiente, non potrà essere troppo difforme dal quella degli altri Paesi occidentali.
La globalizzazione rimane un fatto incontrovertibile e non saranno le leggi, le costituzioni, la politica a far rientrare il dentifricio dentro il contenitore dal quale è uscito.
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