Questioni di Npl 4

Mario Sechi (List, 12 aprile 2016) continua a deliziarci:

Dov’è la notizia? Che l’Italia si metterà d’accordo con l’Unione europea? Non è la notizia.

Eccola, sulla prima pagina di MF: “Mps, il nodo è il prezzo delle sofferenze”. Il prezzo iscritto a bilancio non è quello di mercato, a che valore verranno acquistati i crediti deteriorati della banca senese? Il problema numero uno è questo. Se il prezzo è giusto, arrivano (forse) i compratori. E infatti sul Sole 24Ore compare questo titolo: “Dossier Npl per i fondi esteri”. Il mercato quota, valuta il rischio e poi compra e vende. Fa il suo mestiere.

La crisi bancaria all’italiana ormai è una carnevalata imbarazzante: l’Ue che fa tira e molla, il premier italiano che dice che il problema sono le banche degli altri, il giochino del nessuno perde niente tanto paga il contribuente, le pressioni sui fondi pensione per contribuire a Atlante, la grottesca battaglia dei banchieri che dovrebbero andare a casa e parlano di politica europea, l’Abi guidata da Patuelli che vede i prussiani alle porte e non si capisce chi abbia sfasciato i bilanci delle banche italiane, se le Sturmtruppen sognate dai banchieri in dissesto o i Pulcinella che amministravano la cassa.

Che spettacolo. Lo paga il contribuente.

Fa quasi tenerezza sentire il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem dire che “la facilità con cui banchieri dicono abbiamo bisogno denaro pubblico per risolvere i nostri problemi è davvero problematica”.

Non si preoccupi, in Italia si raccontano fiabe per non spaventare i bambini. Così è il giro di giostra dei titoli.

Corriere della Sera: “Renzi: banche, accordo vicino”.

Repubblica: “Banche, la Ue apre all’Italia: aiuti possibili”.

Messaggero: “Banche, vicina l’intesa con la Ue”.

Carlino-Nazione-Giorno: “Banche, ora l’Europa apre”.

La Stampa: “Trattativa con l’Ue, ecco chi pagherà i conti di Mps”.

Già cari lettori, chi li pagherà i conti di Mps? Provate a fare uno sforzo di fantasia.

D’altronde l’Unità ci informa che “Anche i tedeschi piangono” e dunque si apra il rubinetto del denaro per asciugare le lacrime di tutti. E’ un mondo meraviglioso in cui si nascondono le perdite sotto il tappeto, si magheggia con i bilanci, si scaricano i costi su quello che resta del Paese che produce e tutti restano in sella a spiegarci come va il mondo.

Autocritica? Zero. Sedute di coscienza collettiva nel caveau? Zero.

La verità? E’ qualcosa di astratto. Recitano un copione preciso.

Di fronte a questo gioioso banchetto, il titolare di List ricorda un discorso di Margaret Thatcher. Congresso del partito conservatore, 1983: “Il denaro pubblico non esiste. Esiste solo il denaro dei contribuenti”.

Ecco il video, da mandare in onda in fascia protetta, per non disturbare il sonno degli infanti del Belpaese.

e per disvelare chi sono i grassatori e gli abigeatari.

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