Come sta evolvendo la vicenda Atlante – Banche 4

Riporto, senza inutili commenti, il resoconto dell’intervento del prof. Penati al Festival dell’Economia di Trento (di Roberta Paolini di Venezie Post):
<<Penati cerca un partner per PopVi: `l’operazione entro fine anno’
Alessandro Penati al Festival dell’economia non lascia spazio a fantasie. La Bpvi è un asset da valorizzare in fretta, in qualsiasi modalità possibile. E cerca di uscire in parte dal capitale entro l’anno. Su Montebelluna, il numero uno di Quaestio dice chiaramente:”spero di non prendermela e se qualcuno la vuole gliela cedo al mio prezzo, il giorno dopo”

“Sulla Popolare di Vicenza aspettiamo che arrivino sorprese prima; entro la fine anno proveremo a fare un cash out parziale, forse siamo pazzi ma ci proviamo”. Alessandro Penati presidente di Quaestio SGR, il gestore del fondo Atlante, lo ha detto oggi durante il Festival dell’Economia a Trento. Traduzione: Atlante aveva detto che avrebbe cercato di ristrutturare la Vicenza (della quale detiene il 99% del capitale, in quanto l’aumento da 1,5 miliardi di euro era andato deserto) in 18 mesi, oggi Penati preannuncia che se si trova un partner da far entrare nelle Bpvi entro fine anno la disponibilità è farlo entrare. L’obiettivo, ha detto il presidente di Quaestio, e quello di recuperare l’investimento nei tempi più rapidi possibili. Le opzioni sul tavolo sono le più diverse. Tra queste c’è una ristrutturazione che andrà fatta per cercare di riportare la banca a redditività, e il primo passo, anche se non detto direttamente su Vicenza ma in contesto più generale, sarà di tagliare gli sportelli. “Sono stati comprati a prezzi impossibili, sono costi che vanno eliminati” ha sentenziato Penati.Sul tema della governance e della gestione della Vicenza in particolare, sulla quale in questi giorni si sono susseguiti rumors sulla lista del nuovo consiglio di amministrazione, Penati ha ribadito concetti già espressi in diverse occasioni. “Noi non abbiamo obbligo dalla Bce di gestione e controllo della banca, siamo lì per nominare un consiglio di amministrazione al quale dare obiettivi per fare la ristrutturazione e trovare un partner prima possibile”. Fine: il ruolo di Atlante non è gestire ma individuare un cda indipendente, veramente indipendente (“non delle teste di legno” precisa Penati) “che faccia il suo mestiere. Io non costituisco un cda ombra”. Sull’altro dossier aperto, Veneto Banca, Penati liquida con una battuta che dice tutto: “Io faccio gli scongiuri di investire solo in una (cioè la Vicenza ndr.)”.Ma la situazione delle due popolari narrata ad una platea che ha vissuto questa crisi delle popolari come una messa in discussione dalle fondamenta del suo sistema creditizio non è facile da digerire. La domanda spontanea da porre al “salvatore” Penati è di chi sia la responsabilità. E la risposta è icastica: “rimando alla centinaia di articoli che ho scritto negli ultimi anni. Non vi ricordate Popolare Lodi, Intra, Capitalia, Bipop? Non vedo nulla di nuovo. È ovvio che c’è ha responsabilità della vigilanza. Ma avete sentito per caso qualcuno pronunciare la parola colpa all’indirizzo di Confindustria? Qualche colpa anche gli imprenditori ce l’hanno, erano tutti dentro a queste banche. E l’Abi, i sindacati, quando le banche compravano sportelli”. Tutti tacevano. “Il fatto che ci siano responsabilità vaste non significa che nessuno sia responsabile. Sono responsabilità ben precise, andrei di casa in casa”. E proprio a questo punto il numero uno di Quaestio tira una stoccata a Unicredit. “E’ un caso emblematico, noi siamo dovuti intervenire perché quello della Bpvi metteva in crisi la maggiore banca italiana per aver garantito un aumento da 1,5 miliardi”. E la bordata più forte subito dopo: “avete mai visto una banca che manda a casa un amministratore delegato, ma poi non ne ha nessun’altro per sostituirlo? Mi sembra che sarebbe da prendere gli azionisti e mandarli tutti a casa. Loro e forse una prima linea del management che ha responsabilità”.Tornando all’altro dossier caldissimo, Veneto Banca, Penati ha aggiunto: “Non sono reticente a parlarne, io affronto problemi che ci sono il giorno che si presentano. Il giorno che ci sarà il 51%, l’80% di capitale di questa banca in Atlante ci penserò”. Ma sulla volontà o desiderio di Atlante di prendersi anche Montebelluna Penati afferma: “Se faremo l’operazione? Io spero di non diventare azionista di Veneto Banca, di fermarmi ad una banca sola”. E infine conclude: “Noi entriamo se c’è fallimento del mercato. E se intervengo faccio quello che voglio, la rado al suolo e riparto”. E sull’eventuale interesse di altri istituti al dossier chiude: “Le manifestazioni di interesse se si vogliono fare si fanno prima o dopo il processo di Ipo non durante. Non c’è nessuna trattativa che posso dire né on the record né off the record, alla fine dell’ ipo quando avrò e se avrò la maggioranza e verranno e fatte le offerte, se qualcuno ha dei soldi e me la paga al prezzo gliela cedo il giorno dopo”.

Venerdì, 3 giugno 2016>>
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