Parole di B&F: base monetaria

1. Definizioni

Per cercare di capire bene che cosa è la base monetaria può essere utile partire dalla definizione odierna che ne danno le principali BC del mondo capitalistico, cui gli Stati hanno attribuito il potere monopolistico di emetterla.

BoE, la BC con oltre 300 anni di esperienza, dopo la riforma del mercato interbancario del 2006, ne dà la seguente definizione:

<<Notes and coins is the narrowest measure of money published. Reserves balances are interest-bearing balances held by banks and building societies at the Bank of England}>>. 

Quanto alla FED, la BC oggi più potente del mondo, è difficile rintracciare una definizione; la si può tuttavia dedurre dalle Tabelle ove si dà notizia della sua consistenza, mese per mese. Come si può osservare, anche in questo caso, si tratta delle banconote, delle monete in circolazione e della consistenza media della ROB dovuta (approfondimento).

Anche la BCE, la BC che ci interessa più da vicino, ne dà la medesima definizione:

<<Currency (banknotes and coins) in circulation plus the minimum reserves credit institutions are required to hold with the Eurosystem and any excess reserves they may voluntarily hold in the Eurosystem’s deposit facility, all of which are liabilities on the Eurosystem’s balance sheet>>.

In sintesi, dunque, si può concludere che:

la base monetaria è costituita da quelle passività della BC che, ad una determinata data, assumono la forma di: i) banconote e monete metalliche in circolazione da essa stessa emesse; ii) passività a vista (riserve libere e obbligatorie) in contropartita con gli enti creditizi.

N.B. Bisogna notare subito che la FED sembra non comprendere le riserve libere costituite presso se stessa.

Il pubblico ha esperienza della base monetaria in quanto utilizzatore delle banconote e delle monete metalliche; l’altra componente, i debiti a vista della BC, a fronte delle riserve libere e obbligatorie non sono di esperienza corrente e, anche presso gli enti creditizi, sono di esperienza soltanto di alcuni servizi che si occupano di gestire la liquidità (vedi).

2. Le banconote

Le banconote, dunque, rappresentano dei debiti della BC: sono iscritte al loro valore nominale al passivo del bilancio della BC e se ne ha ancora testimonianza leggendo alcune scritte che vi compaiono:

– su quelle britanniche, una scritta recita <<I promise to pay the bearer on demand the sum of (5, 10, 20, 50) pounds>>;

– su quelle italiane di un tempo, una scritta recitava: <<Lire Mille [5mila, 10mila, ecc.] pagabili a vista al portatore>>;

– sulle banconate emesse dalla FED, una scritta recita <<This note is legal tender for all debts, public and private>>;

– sulle banconote in €, si vede una scritta alfanumerica ove la lettera indica il Paese ove la banconota è stata stampata (S per l’Italia).

Come si può osservare, l’unica promessa di pagamento è quella britannica; la scritta statunitense è perentoria: le banconote hanno corso legale e pertanto hanno il potere liberatorio se si scambiano contro debiti di qualsisi emittente e quindi il creditore non può rifiutarla. L’€, infine, semplifica ulteriormente e, non contenendo alcuna scritta, lascia intendere che ha corso legale. I più anziani possono ricordare che i biglietti italiani da 500 lire contenevano la scritta <<biglietto a corso legale>> e non la scritta <<pagabile a vista>>: cioè mentre le 1000 lire erano una passività della Bd’I, i biglietti da 500 erano, come le monete metalliche, una passività del Tesoro comprata (finanziata) dalla Bd’I.

La scritta britannica oggi ha solo un valore simbolico: ricorda la storia della convertibilità in oro della sterlina, venuta meno nel 1931, come quella della lira italiana ricordava la convertibilità in dollari a loro volta convertibili in oro al valore di 36$ per oncia, venuta meno il 15 agosto 1971. Indipendentemente dalla scritta, oggi qualsiasi banconota può essere presentata per la `conversione’ presso la BC emittente, ma quanto si ottiene in cambio è un’altra banconota `fresca di stampa’ o altre banconote pure `fresche di stampa’ di valore inferiore. Le regole per poter convertire le banconote, nel senso appena ricordato, sono di pubblico dominio sui siti web di ogni BC.

La scritta sulla promessa di pagamento che compare sulle banconote britanniche regge ancora perché sembra che la BoE ritenga essenziale ricordare al pubblico che le emissioni di queste `cambiali a vista’, che il pubblico accetta come mezzo di pagamento liberatorio negli scambi, si fondano sulla fiducia nella stabità monetaria perseguita dalla BoE. Rafforza cioè l’idea che la moneta materializza la fiducia del pubblico nella BC.

In altri termini, il potere liberatorio della £ si fonda sulla fiducia; quello delle altre monete si fonda sul diritto. Il passaggio non è irrilevante, come può sembrare a prima vista, perché non vi è diritto che possa prevalere democraticamente sulla fiducia: il che si può osservare bene oggi (approfondimento sulla querelle} fra corso legale e potere liberatorio della moneta).

3. I c/c presso la BC

Semplificando al massimo, l’obiettivo della stabiità monetaria (vedi) si persegue anche manovrando la quantità di moneta, cioè anche attaverso il controllo della base monetaria: le emissioni di banconote e la manovra sulla riserve, obbligatorie o libere che siano.

Le riserve obbligatorie però sono utilizzabili (mobilizzabili): la loro movimentazione avviene movimentando un c/c corrente ad hoc acceso dagli enti creditizi presso la BC di riferimento. In realtà, però, i c/c sono accesi presso il sistema di compensazione TARGET2 (vedi) ove:

i) il conto di ROB registra la mobilizzazione della riserva dovuta, la quale deve essere mantenuta ad un determinato livello mediamente nel corso del periodo di mantenimento;

ii) poiché l’assolvimento dell’obbligo può avvenire sia direttamente, sia indirettamente attraverso un altro intermediario assoggettato all’obbligo, i c/c sono diversi nei due casi;

iii) quanto previsto sub i) e ii) ha delle ripercussioni anche sugli scambi che regolano le trasazioni connesse con le operazioni di BC (vedi);

iv) siccome le operazioni di BC avvengono a fronte di collateral, presso TARGET2 sono accesi anche altri c/c che tengono conto della movimentazione degli eligibles (vedi).

I c/c accesi dagli enti creditizi presso le rispettive BC, dunque, registrano la grandissima parte dei movimenti monetari (che interessano i mezzi di pagamento e gli strumenti finanziari) fra enti creditizi e fra questi e le BC, analogamente a quanto accade per i movimenti monetari (che pure interessano i mezzi di pagamento e gli strumenti finanziari) fra pubblico e banche.

4. Sintesi

Sommando, alla medesima data, la base monetaria e i debiti a vista degli enti creditizi (alias delle banche commerciali} si ottiene l’aggregato M1 che è il core della Moneta (vedi), in quanto rappresenta anche l’insieme dei mezzi di pagamento (vedi) più affidabili.

5. Sull’autonomia della BC: la BoE

Si è già accennato all’autonomia delle BC (vedi). Chi visita il museo della BoE, però, può osservare un documento che sancisce una promessa di pagamento a vista e al portatore di 1 milione di £, peraltro mai emessa effettivamente. È del tutto simile ad una banconota da 5, 10, 20 o da 50 £: la differenza è che in calce vi è anche la firma della Regina Elisabetta II, a ricordo di una sua visita alla banca del 13 dicembre 2012 (v. foto in calce).

La BoE è sicuramente autonoma, e la firma del Capo di Stato ne assevera l’autonomia. Ma non si può dimenticare che anche la BC è una parte dello Stato: ad esempio, in caso di guerra, come è già successo, la convertibilità in oro è stata sospesa, ma non è la BC che dichiara una guerra.

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Approfondimento: Money in the modern economy: an introduction, by Michael McLeay, Amar Radia and Ryland Thomas of the BoE Monetary Analysis Directorate.

 

 

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