Parole di B&F: operazioni di BC

La televisione, quando deve informare visivamente sulla politica monetaria espansiva della BCE, mostra delle rotative che stampano e impacchettano banconote quasi che questi biglietti fossero distribuiti alle banche le quali a loro volta li girano ai clienti. È indubbiamente difficile illustrare visivamente l’evento, ed io non saprei nemmeno come farlo; tuttavia la rappresentazione che se ne  dà è fuorviante: infatti, la politica monetaria non gira, se non marginalmente, con il contante ma gira attraverso i conti correnti che le banche intrattengono in contropartita fra loro e fra loro e la BC. Analogamente i pagamenti non girano se non marginalmente tramite il contante ma attraverso i conti correnti che il pubblico ha accesi presso le banche. La domanda di contante, che oggi appare elevata in diversi paesi del mondo, tanto che le banconote in Europa hanno valori fino a 500€, in UK, ad esempio, non appare tale, tanto che oggi le banconote hanno il valore massimo di 50£.

I rapporti che la BC intrattiene con il settore bancario, in quanto canale di creazione–distruzione di base monetaria (vedi), tendono a far assumere al settore delle banche decisioni compatibili rispetto alla politica monetaria che, con riferimento agli aspetti economico-finanziari, riguardano tre comparti: la ROB (vedi), il rifinanziamento della BC (cioè i crediti della BC a favore del settore) (v. ultra, sub 2) e i debiti a scadenza della BC (v. ultra, sub 3).

La ROB, si è visto, tende a distruggere base monetaria, così come i debiti a scadenza della BC; il rifinanziamento tende invece a crearla: il rifinanziamento si ha tutte le volte che le banche utilizzano gli affidamenti loro accordati dalla BC.

Ri-finaziamento perché i finanziamenti di BC si ottengono esclusivamente a fronte di strumenti finanziari con determinate caratterisctiche (eligibles, vedi), già in portafoglio delle banche e che fungono da collateral.

A proposito di BC (vedi) si diceva che il rifinanziamento avviene attraverso le Operazioni di credito e di mercato aperto, convenzionali e non convenzionali, che si realizzano prevalentemente comprando e vendendo determinati strumenti finanziari a pronti, e/o a termine, e/o pronti contro termine (p/t) (repurchease agreement – repo), secondo le indicazioni degli art. 17 e 18 del Capo IV del Protocollo 4 annesso allo Statuto della BCE:

Articolo 17 – Conti presso la BCE e le banche centrali nazionali

Al fine di svolgere le loro operazioni, la BCE e le banche centrali nazionali possono aprire conti intestati a enti creditizi, organismi pubblici e altri operatori del mercato e accettare come garanzia attività, ivi compresi i titoli scritturali [\emph{book entry securities}].

Articolo 18 – Operazioni di credito e di mercato aperto

18.1. Al fine di perseguire gli obiettivi del SEBC e di assolvere i propri compiti, la BCE e le banche centrali nazionali hanno la facoltà di:

— operare sui mercati finanziari comprando e vendendo a titolo definitivo (a pronti e a termine), ovvero con operazioni di pronti contro termine, prestando o ricevendo in prestito crediti e strumenti negoziabili, in euro o in altre valute, nonché metalli preziosi,

— effettuare operazioni di credito con istituti creditizi ed altri operatori di mercato, erogando i prestiti sulla base di adeguate garanzie.

18.2. La BCE stabilisce principi generali per le operazioni di credito e di mercato aperto effettuate da essa stessa o dalle banche centrali nazionali, compresi quelli per la comunicazione delle condizioni alle quali esse sono disponibili a partecipare a tali operazioni.

In modo sostanzialmente analogo si comportano la BoE e la FED.

1. Operazioni convenzionali (v. supra, Protocollo 4, artt. 17 e 18)

Riassumendo brevemente, fin dalla sua costituzione la BCE, di propria iniziativa, pone in essere operazioni temporanee e operazioni definitive.

Le operazioni temporanee prevedono operazioni di pronti contro termine (p/t) (repurchase agreenent, repo), ove alla scadenza si ha un’operazione di segno contrario, rispetto a quella iniziale, a prezzi predeterminati, oppure operazioni di prestito garantito da titoli. Quando la BC acquista strumenti finanziari a pronti, si hanno effetti espansivi sulla base monetaria mentre quando la banca centrale vende a pronti strumenti finanziari, gli effetti sulla base monetaria sono restrittivi: così le operazioni di segno contrario tendono ad annullare gli effetti precedentemente creati. Se invece vengono rinnovate l’effetto viene reiterato, accentuato o diminuito. Queste operazioni possono realizzarsi anche su iniziativa delle controparti.

Le operazioni definitive, invece, non sono seguite da prestabilite operazioni di segno contrario e quindi tendono ad avere effetti strutturali. Si tratta sempre di operazioni \emph{su inziativa della BC} che non prevedono una corrispondente operazione di segno contrario.

A) Quando l’iniziativa è della BC si configurano le operazioni di mercato aperto che possono realizzarsi in quattro modi:

i) operazioni di rifinanziamento principale: si tratta di finanziamenti attuati tramite operazioni di p/t di acquisto. La BC, comprando strumenti finanziari a pronti, genera un temporaneo effetto espansivo della base monetaria. La differenza fra il prezzo a pronti e il prezzo a termine definisce il tasso di interesse dell’operazione: questo tasso, che rappresenta il costo del finanziamento per la controparte, indica anche il punto di vista della BC sul livello al quale dovrebbero situarsi i tassi del mercato interbancario (vedi), laddove cioè le banche si scambiano fondi monetari.

Il medesimo tasso è anche quello nominale che regola la remunerazione della ROB.

La flessibilità operativa di questa forma tecnica di intervento è data da due elementi: la periodicità e il meccanismo di fissazione del prezzo. Si tratta infatti di operazioni che avvengono settimanalmente (il martedì) e che scadono dopo una settimana. Il tasso era fissato con il meccanismo dell’asta standard.

A partire dall’ottobre 2008, per fronteggiare la crisi, le operazioni avvengono a tasso fisso e per quantità illimitate.

ii) operazioni di rifinanziamento a più lungo termine: p/t di acquisto effettuati una volta al mese e con scadenza dopo tre mesi: negoziate di regola il primo mercoledì del periodo di mantenimento della ROB, hanno l’obiettivo di agevolare il rispetto del vincolo. A partire dall’ottobre 2008, per fronteggiare la crisi, le operazioni avvengono a tasso fisso e per quantità illimitate. Ora sono state sostituite dal Qantitative Easing (QE) (vedi).

iii) operazioni di fine tuning: hanno l’obiettivo di contrastare indesiderati andamenti dei tassi interbancari e non hanno quindi una cadenza predeterminata. Si avvalgono di procedure bilaterali e/o dell’asta veloce; prevedono operazioni volte ad immettere o ad assorbire liquidità, a seconda dei casi; possono essere temporanee o definitive. Fra queste si hanno gli swap in valuta;

iv) operazioni strutturali: sono operazioni che la banca centrale può effettuare a propria discrezione, utilizzando l’asta o la procedura bilaterale, al fine di modificare la propria posizione strutturale rispetto al mercato; possono essere temporanee o definitive.

B) Quando l’iniziativa è delle controparti, le operazioni possono esssere:

i) definitive: l’accesso non è soggetto a restrizioni e sono effettuate su base bilaterale;

ii) temporanee: l’accesso è riservato alle istituzioni finanziariamente solide e vigilate, assoggettate al vincolo della ROB (si tratta sostanzialmente delle banche commerciali;

iii) fine tuning: l’accesso è riservato ad un gruppo più ristretto di banche, selezionate dalle banche centrali nazionali all’interno delle rispettive aree di competenza e scelte fra le istituzioni attive ed efficienti nel mercato monetario.

C) Alle operazioni che hanno effetti esclusivamente espansivi, temporanei o definitivi, si affiancano quelle che hanno l’obiettivo esclusivo di drenare base monetaria sul mercato: esse svolgono la medesima funzione riservata al vincolo della ROB ma non hanno cadenze predeterminate. Si tratta di:

i) emissione di certificati di debito: rientrano fra le operazioni strutturali e prevedono l’emissione di passività a scadenza della BC; avendo un rendimento facilmente determinabile, i certificati possono circolare con notevole facilità;

ii) raccolta di depositi a tempo determinato: rientrano fra le operazioni fine tuning e ne seguono quindi le caratteristiche di frequenza irregolare, scadenze non standardizzate, procedure bilaterali o d’asta.

iii) operazioni overnight: che consentono agli intermediari di risolvere problemi di avanzi o di deficit di liquidità attraverso operazioni che possono essere: a) operazioni di rifinanziamento marginale; b) depositi liberi presso la BC. Queste operazioni sono molto importanti perché perimetrano la convenienza ad avvalersi del mercato interbancario.

Sia per le operazioni di rifinanziamento marginale sia per i depositi liberi, il tasso dell’interesse viene fissato a discrezione della BC.

Fa eccezione, ai finanziamenti appena visti (sub iii, a), l’anticipazione infragiornaliera, cioè una linea di credito, gratuita e di importo illimitato, concessa dalla BC nel corso della giornata e utilizzata per adempiere ai pagamenti in TARGET2 (vedi).

Ne segue che la BC tenderà a fissare i tassi di rifinanziamento a livello superiore dei tassi ai quali si acquisiscono fondi sull’interbacario e a livello inferiore dei tassi che si spuntano per i depositi sull’interbancario: le controparti vengono così indirizzate a risolvere i problemi di liquidità (di avanzi o di deficit) sul mercato interbancario e solo in casi limite (marginali, per l’appunto) a rivolgersi alla BC.

La BC sembra segnalare che il mercato monetario dovrebbe tendere a regolarsi autonomamente, lasciando alla BC l’attività di `variabile di aggiustamento’ della liquidità del settore.

Come si può osservare da questo breve rissunto, l’insieme di queste operazioni e l’insieme delle controparti configurano un ambiente molto complesso all’interno del quale le BC Nazionali (BCN) svolgono un importante ruolo di filtro per l’accesso alla BCE: gran parte delle operazioni, infatti, avvengono per il tramite appunto delle BCN le quali operano a livello decentrato in ciascun Paese e fungono da cinghia di trasmissione tecnica ed operativa del SEBC.

Sotto questo aspetto, le BCN hanno la funzione di ‘filtrare’ le banche che possono costituirsi come controparti della BC; sono il tramite fra singole banche e banca centrale per tutte le operazioni di finanziamento e di deposito appena descritte; gestiscono le procedure d’asta; gestiscono il sistema dei pagamenti; controllano il rispetto del vincolo di ROB; individuano gli strumenti finanziari stanziabili (eligibles)

2. Operazioni non convenzionali (v. Quantitative Easing (QE))

__________________

Approfondimenti per la BCE e fino al 2011: P. Biffis, Il Settore Bancario, 2011. Per il periodo più recente ECB; per l’Italia; per le altre principali BC vedi i relativi siti web.

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