Parole di B&F: enti creditizi vs banche

Dal un punto di vista economico-finanziario i soggetti che si interpongono fra unità in avanzo e unità in disavanzo finanziario, che qui denominiamo intermediari creditizi, possono essere distinti in: a) intermediari finanziari bancari o monetari e non bancari o non monetari, a seconda che influiscano direttamente o meno, nel breve termine, sulla moneta (M).

La distinzione è un po’ ostica e macchinosa per via del recepimento delle nuove direttive comunitarie emanate dal 2010, che tuttavia restano saldamente ancorate alle attività ammesse al mutuo riconoscimento (v. Premessa, sub 3) previste della direttiva n. 486/1989.

Però si tratta di una distinzione di estremo interesse perché consente di scindere i soggetti obbligati a detenere la ROB (vedi) e quindi di accedere alle operazioni di BC (vedi).

Fra i primi, gli intermediari finanziari monetari vi sono sicuramente le banche: raccolgono presso il pubblico fondi con obbligo di restituzione dall’ <<a vista>> a oltre i due anni. Si tratta di capire se vi sono altri soggetti i quali, pur non raccogliendo fondi con obbligo di restituzione <<a vista>>, raccolgono presso il pubblico ma con obblighi meno stringenti.

Ci viene in aiuto il TUB che, dopo avere distinto l’attività bancaria dall’attività finanziaria (vedi), si occupa dei soggetti interessati all’area finanziaria. Si tratta di:

a) soggetti operanti nel settore finanziario: a) intermediari finanziari, che concedono al pubblico finanziamenti sotto qualsiasi forma e che possono inoltre i) emettere moneta elettronica (vedi); ii) e/o prestare servizi di pagamento (vedi); iii) prestare servizi di investimento (vedi); iv) esercitare le altre attività consentite dalla legge; v) nonché attività connesse o strumentali (TUB, Titolo V);

b) soggetti che esercitano il microcredito (TUB, art. 111);

c) Confidi (TUB, art. 112);

d) agenti in attività finanziaria che promuovono e concludono <<contratti relativi alla concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma o alla prestazione di servizi di pagamento, su mandato diretto di intermediari finanziari [di cui sub a], istituti di pagamento, istituti di moneta elettronica, banche o Poste Italiane>> (TUB art. 128-quater);

e) mediatori creditizi che <<mettono in relazione, anche attraverso attività di consulenza, banche o intermediari finanziari [di cui sub a)] con la potenziale clientela per la concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma (TUB, art. 128-sexies);

f) enti creditizi e finanziari: i) banche; ii) società di gestione previste dalla legge istitutiva dei fondi comuni di investimento; iii) alle società finanziarie capogruppo dei gruppi bancari iscritti nell’albo; iv) alle società di intermediazione mobiliare; v) ai soggetti operanti nel settore finanziario appena citati sub a); vi) società finanziarie  (TUB, art. 157 c. 1);

g) società finanziarie: i) società che esercitano, in via esclusiva o prevalente: l’attività di assunzione di partecipazioni; ii) una o più delle attività ammesse al mutuo riconoscimento con l’esclusione della raccolta di depositi e di fondi con obbligo di restituzione; iii) altre attività finanziarie eventualmente aggiunte a quelle già soggette al mutuo riconoscimento; iv) società di gestione collettiva del risparmio (OICR e SICAV) e dei relativi rischi (TUB, art. 59).

Si possono escludere dai soggetti che debbono costituire la ROB, a prima vista, i soggetti operanti nel settore finanziario (la moneta elettronica, infatti, è tale perché fa riferimento al mezzo che trasferisce moneta già esistente); gli agenti in attività finanziaria e i mediatori creditizi; le società di  gestione collettiva del risparmio che hanno assorbito quelle previste da leggi precedenti relative all’intermediazione mobiliare (le SIM).

Resterebbero: i) le holding di partecipazione le quali potrebbero raccogliere tramite strumenti finanziari con obbligo di restituzione e ii) i soggetti che esercitano il microcredito che potrebbero raccogliere anche fondi <<a vista>>. Presumo che tali eventuali forme di raccolta da parte di questi soggetti siano irrilevanti rispetto alla raccolta delle banche per cui, dal punto di vista dell’obbligo di ROB, concluderei di concentrare l’attenzione sulle sole banche e, fra queste, solo su quelle che esercitano l’attività di banca commerciale che si fonda sulla forma tecnica del  c/c.

 

 

 

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