Parole di B&F: sconfinamento

A proposito di fidi vs prestiti (vedi) si è fatto riferimento alla possibilità che sussistano margini di fido non utilizzato: diffuso o non diffuso che sia, l’evento deve contemplare anche la circostanza contraria e cioè che il prestito ecceda il fido concesso, che si sia cioè in presenza di uno `sconfinamento’:

<<“sconfinamento” indica l’utilizzo da parte del consumatore di fondi concessi dal finanziatore in eccedenza rispetto al saldo del conto corrente in assenza di apertura di credito ovvero rispetto all’importo dell’apertura di credito concessa>> (TUB, art. 121, i)

L’indicazione del TUB si riferisce esclusivamente al credito al consumatore (Capo II del Titolo VI <<Trasparenza delle condizioni contrattuali e dei rapporti con i clienti>>) in quanto `contraente debole’:

<<“consumatore” indica una persona fisica che agisce per scopi estranei all’attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale eventualmente svolta>> (TUB, art. 121, b).

Tuttavia lo <<sconfinamento>> è evento di esperienza corrente anche, e forse soprattutto, presso le imprese per diversi motivi non sempre dovuti all’esclusiva responsabiità delle imprese.

La norma è di estremo interesse perché inserisce nell’ordinamento, e per la prima volta, lo <<sconfinamento>> che, in precedenza, era contemplato dalla regolamentazione della Centrale dei Rischi e della Vigilanza, circoscrivendone esattamente la fattispecie:

<<2. In caso di sconfinamento consistente che si protragga per oltre un mese, il creditore comunica senza indugio al consumatore, su supporto cartaceo o altro supporto durevole:
a) lo sconfinamento;
b) l’importo interessato;
c) il tasso debitore;
d) le penali, le spese o gli interessi di mora eventualmente applicabili.>> (TUB, art. 125-octies).

Ciò che interessa per gli <<sconfinamenti delle imprese>> sono i seguenti elementi:
a) il contratto di affidamento che sta a monte del c/c che lo utiizza;
b) il termine oltre il quale si considera sconfinata una posizione (30 gg.);
c) la comunicazione al cliente.

Per le imprese, il punto centrale della questione è l’evidenza dello sconfinamento: indipendentemente dal contratto sottostante, tale evidenza avviene sempre e solo dal saldo del c/c che non risulta più capiente rispetto ai pagamenti effettivi che giungono ad influenzarne il saldo, in forza del contratto sottostante.

Con un approccio un po’ fondamentalista, è a partire da questo punto che si può considerare disatteso il contratto che alimenta il c/c. Ciò implica che è possibile inizi l’area di anomalia di un prestito; l’area cioè che richiede di accentuare l’attenzione sull’affidato e sulla verifica della sua capacità di credito, cioè sulla sua capacità di indebitarsi.

I motivi che possono condurre a questa situazione sono molteplici. Ad esempio: a) il deterioriorarsi del credito commerciale, per cui l’affidato risente dell’intervenuta incapacità dei suoi clienti di pagare puntualmente; b) l’affodato non controlla l’area finanza della propria azienda; c) l’affidato esportatore non controlla il rischio di cambio; d) la banca, per prudenza, ha concesso affidamenti inferiori ai fabbisogni finanziari sostenbili del cliente; ecc.

Le motivazioni cioè sono molte; lo sconfinamento però può rappresentare un segnale da non trascurare e del quale è necessario tenere conto adeguatamente perché 30 giorni passano velocemente, gli sconfinamenti possono moltiplicarsi, la situazione aziendale può deteriorarsi rapidamente, il rischio della banca può aumentare rapidamente rendendo più difficili soluzioni il meno dolorose possibili.

Va infine ricordato che si considerano in default le posizioni ove il debitore si trovi in una o in entrambe le seguenti circostanze:

<<“a) sia giudicato improbabile che, senza il ricorso ad azioni quale l’escussione delle garanzie, il debitore adempia integralmente alle sue obbligazioni creditizie verso l’ente stesso, la sua impresa madre o una delle sue filiazioni; b) il debitore è in arretrato da oltre 90 giorni su una obbligazione creditizia rilevante”>> (Regolamento (UE) 575/2013, art. 171).

 

 

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