Bail in e moratoria.

Come è noto, a partire dall’inizio dell’anno è entrato in vigore il bail in con il quale si vuole evitare che i dissesti bancari ricadano come al solito sulla fiscalità generale invece che sui portatori del capitale sociale delle banche.

Il provvedimento prevede però che il dissesto ricada anche sui portatori i obbligazioni subordinate, che pure fanno parte dei fondi propri, e sui depositanti titolari di conti superiori a 100mila/€.

I proff. L. Guiso e L. Zingales (qui  e qui) propongono in materia una moratoria, cioè un provvedimento ragionevole e temporaneo che consenta al pubblico di rendersi conto della nuova situazione e delle nuove responsabilità cui sono assoggettati alcuni stakeholder delle banche.

A me sembra che la proposta sia condivisibile, oltre che per le argomentazioni già autorevolmente addotte, anche perché consentirebbe alle autorità di modificare opportunamente il TUB all’art. 96bis e segg., laddove si prevede di non assoggettare al bail in:

(omissis)
f) i depositi effettuati da banche in nome e per conto proprio, nonché i crediti delle stesse;
g) i depositi delle società finanziarie e delle società di partecipazione finanziaria mista indicate nell’articolo 59, comma 1, lettere b) e b-bis), delle compagnie di assicurazione; degli organismi di investimento collettivo del risparmio; di altre società dello stesso gruppo bancario; degli istituti di moneta elettronica;
h) i depositi, anche effettuati per interposta persona, dei componenti gli organi sociali e dell’alta direzione della banca o della capogruppo del gruppo bancario;
i) i depositi, anche effettuati per interposta persona, dei titolari delle partecipazioni indicate nell’articolo 19;
(omissis) (TUB, art. 96bis, c. 4)

Il bail in infatti si applica in occasione di liquidazione coatta amministrativa delle banche, situazione che si verifica eventualmente dopo il loro commissariamento.

Fra il momento del commissariamento e il momento del provvedimento di liquidazione intercorre però un lasso di tempo piuttosto ampio, sufficiente ai soggetti indicati nel c. 4 sopra riportato di modificare la composizione delle attività finanziarie detenute in modo da poter essere ricompresi nel bail in.

Basterebbe infatti spezzettare un deposito da 100mila/€ in n depositi di ammontare inferiore per essere salvaguardati. D’altra parte, i medesimi soggetti non appaiono avere le caratteristiche di soggetti `sprovveduti’ rispetto ai rischi impliciti nell’investimento.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: