Parole di B&F: attività bancaria vs attività finanziaria

3 gennaio 2015

1. Attività bancaria.

Il TUB (artt. 10 e 11) qualifica l’attività bancaria come l’attività, svolta in contropartita con il pubblico, che consiste nel raccogliere fondi rimborsabili (cioè tramite depositi e strumenti finanziari) e nell’eserrcitare il credito.

Le imprese che svolgono questa attività possono fregiarsi del titolo di <<banca>> (vedi). In altri termini, l’attività bancaria è riservata alle banche.

Definendo le attività, invece che le imprese, si dà attuazione a quanto previsto dalla Seconda Direttiva comunitaria (646/1989) che distingueva le attivitò ammesse al mutuo riconoscimento (v. Premessa, sub 3) dalle altre e che delineava le categorie dei soggetti che avevano facoltà di svolgere quelle attività.

Le attività possono essere svolte direttamente o indirettamente: nel primo caso, l’impresa dovrà disporre, nell’ambito della medesima azienda, di unità organizzative ad hoc delegate; nel secondo caso, l’impresa dovrà disporre di partecipazioni in altre imprese bancarie, finanziarie, assicurative, connesse e strumentali ad esse.

In quest’ultimo caso si configura un gruppo (vedi), cioè una holding pura (nel caso detenga solo partecipazioni) o una holding mista (qualora detenga partecipazioni e svolga anche attività svolte dalle partecipate).

2. Attività finanziaria.

Per attività finanziaria si intendono le attività riservate agli intermediari finanziari (alias soggetti operanti nel settore finanziario) di cui all’art. 106 del TUB:

<<TITOLO V – SOGGETTI OPERANTI NEL SETTORE FINANZIARIO

Articolo 106 – (Albo degli intermediari finanziari)

1. L’esercizio nei confronti del pubblico dell’attività di concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma è riservato agli intermediari finanziari autorizzati, iscritti in un apposito albo tenuto dalla Banca d’Italia [esclusa la concessione di garanzie da parte delle imprese di assicurazione e di SACE: (TUB art. 114, c. 2 bis].

2. Oltre alle attività di cui al c. 1 gli intermediari finanziari possono:

a) emettere moneta elettronica e prestare servizi di pagamento a condizione che siano a ciò autorizzati (\ldots) , oppure prestare solo servizi di pagamento a condizione che siano a ciò autorizzati (\ldots), e iscritti nel relativo albo;

b) prestare servizi di investimento se autorizzati (…);

c) esercitare le altre attività a loro eventualmente consentite dalla legge nonché attività connesse o strumentali, nel rispetto delle disposizioni dettate dalla Banca d’Italia.

3. Il Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la Banca d’Italia, specifica il contenuto delle attività indicate nel comma 1, nonché in quali circostanze ricorra l’esercizio nei confronti del pubblico>>.

A ciò si aggiunga che anche l’acquisizione temporanea di partecipazioni è considerata attività finanziaria (TUB, art. 157, c. 3).

Dal punto di vista del TUB, gli intermediari finanziari sono dunque i soggetti, autorizzati e iscritti ad un preciso albo:
a) che concedono al pubblico finanziamenti sotto qualsiasi forma;
b) che emettono moneta elettronica;
c) che prestano servizi di pagamento;
d) che prestano servizi di investimento;
e) che esercitano altre attività loro consentite;
f) gli agenti in attività finanziaria e i mediatori creditizi (TUB, Titolo VI-bis);
g) i confidi (TUB, art. 112 e segg.);
h) gli intermediari del credito. (TUB, art. 121, c. 1, lettera h);

3. Punto di vista economico-finanziario.

Da questo punto di vista il significato delle parole è un po’ diverso perché si tendono ad isolare determinati fenomeni rispetto ad altri.

Il fenomeno clou che si cerca di isolare è allora l’elemento principale del fenomeno credito che si trasforma immediatamente in un fenomeno monetario (v. fidi vs prestiti).

Se:

«il credito è essenzialmente creazione di potere d’acquisto al fine di cederlo all’imprenditore, e non semplicemente trasferimento di potere d’acquisto esistente» (J, A, Schumpeter, Teoria dello sviluppo economico, ristampa della IV edizione del 1934, Sansoni, Milano 1971. p. 177).

dal punto di vista economico-finanziario gli intermediari finanziari si possono suddividere in bancari o monetari e non bancari o non monetari, a seconda dell’incidenza della loro attività sui mezzi di pagamento.

L’attività bancaria tipica di banca commerciale (vedi), quella di finanziare il Capitale Circolante Netto – CCN (vedi) delle imprese attraverso la forma tecnica del c/c di corrispondenza, incide in modo determinante sui mezzi di pagamento in emessi dalle banche che svolgono questa attività (v. anche fidi vs prestiti).

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