Parole di B&F: mezzi di pagamento vs strumenti finanziari

3 gennaio 2015

A) Punto di vista economico-finanziario

I mezzi di pagamento sono quelli che consentono di trasferire potere d’acquisto disponibile da un soggetto ad un atro: quando lo scambio è fra compratore e venditore, si ha una compravendita di beni e servizi a pronti, uno scambio a pronti. Quando alla prestazione monetaria attuale si contrappone una controprestazione monetaria futura si ha uno scambio a credito. Quando lo scambio a credito ha per oggetto beni e servizi non finanziari, si ha uno scambio reale a credito.

Se, invece, lo scambio a credito ha per oggetto una prestazione monetaria si ha un finanziamento. Se la controprestazione monetaria dipende prevalentemente dall’economia del finanziato, si ha uno scambio di strumenti finanziari.  Se la controprestazione monetaria dipende prevalentemente da un evento aleatorio si ha uno scambio di prodotti assicurativi.

È evidente che uno scambio a credito è anche un pagamento da regolare alla scadenza, cioè una promessa di pagamento.

Gli strumenti finanziari sono contratti che, a fronte di una prestazione monetaria attuale possono prevedere una prestazione monetaria futura: ad esempio, una obbligazione prevede, di regola, il rimborso del valore nominale e la corresponsione di un frutto; invece un’ azione non prevede alcun rimborso e la corresponsione del frutto è condizionato dall’andamento economico dell’emittente.

I prodotti assicurativi sono contratti che prevedono, a fronte di una prestazione monetaria (unitaria o dilazionata), una controprestazione che dipende da un evento aleatorio attinente la vita e/o la morte di un soggetto o un danno a cose o a soggetti.

Gli strumenti finanziari (come i prodotti assicurativi) non vengono utilizzati come mezzi di pagamento perché il loro valore attuale è incerto. Ad esempio il valore dei BTP oscilla quotidianamente: se tentassi di pagare oggi l’acquisto di un auto del valore di 100€ con BPT, probabilmente il venditore rifiuterebbe a motivo del fatto che il BTP vale 100€ alla scadenza. Oggi può avere un valore di mercato maggiore o minore del valore nominale: nel primo caso sarebbe il compratore a non avere convenienza a cedere il titolo; nel secondo caso sarebbe il venditore a non avere convenienza ad accettarlo.

Qualora non vi sia inflazione (vedi), il mezzo di pagamento ha il vantaggio di avere un valore nominale e un valore di scambio certo anche nel tempo: la moneta di conto (quella con la quale si cerca di tenere conto degli eventi economico-finanziari di un’azienda) è, per l’appunto, simile ad un mezzo di pagamento in assenza di inflazione.

Gli strumenti finanziari più semplici, le azioni e le obbligazioni ordinarie vengono utilizzati per finanziare l’emittente: quando i finanziamenti sono a titolo di capitale, l’emittente emette azioni o strumenti ibridi di patrimonializzazione (ad esempio le obbligazioni subordinate); quando il finanziamento è a titolo di credito, l’emittente emette obbligazioni ordinare.

È dunque una eccessiva semplificazione distinguere fra capitale di rischio e capitale non di rischio: i mezzi finanziari che affluiscono all’azienda rischiano, chi più chi meno, per definizione. Ed è per questo che l’ordinamento prevede che il rendimento delle obbligazioni ordinarie sia di regola maggiormente sicuro del rendimento delle azioni, per le quali è previsto un dividendo se, e solo se, vi sono profitti capienti.

In caso di liquidazione dell’emittente, il rimborso delle O. ordinarie è privilegiato rispetto ad altri debiti, ma subordinate ad esempio rispetto ai debiti nei confronti dei lavoratori; il rimborso delle O. subordinate, invece, è assoggettato a molteplici vincoli proprio perché, nel caso delle banche, vanno a far parte del Pvig (vedi).

B) Punto di vista giuridico.

I mezzi di pagamento comprendono: a) il contante (biglietti e monete emessi dalla BCE); b) i depositi a vista (in c/c) delle banche commerciali (che si trasferiscono tramite assegni, bonifici e giroconto); c) le carte di credito (che incorporano un credito di brevissimo periodo dell’emittente a favore del detentore); d) le carte di debito (cioè le carte prepagate); la moneta elettronica e le monete complementari (ad es, i bitcoin).

È utile notare subito che il contante è l’unico mezzo di pagamento che ha immediatamente il potere liberatorio negli scambi (cioè che non può essere rifiutato dal venditore) in quanto è un debito di una Banca centrale (BC) e un credito del detentore nei confronti della BC.

Tutti gli altri mezzi sono debiti dell’emittente e crediti dei detentori che, per realizzare l’obiettivo di regolare il pagamento, necessitano di un lasso di tempo, più o meno breve,  o di una procedura (più o meno complessa), per trasformare un pagamento da regolare in un pagamento regolato, cioè effettivo, cioè andato buon fine. Ad es. i pagamenti tramite le carte di debito spesso richiedono l’inserimento di un PIN; le carte di credito spesso richiedono di essere asseverate; per non parlare degli assegni, dei bonifici e dei giroconto che spesso richiedono il lasso di uno o più giorni a seconda che la transazione riguardi la valuta corrente, un’altra valuta, e/o transazioni fra Paesi diversi). Anche la moneta elettronica è un debito dell’emittente e un credito del detentore incorporato in un dispositivo elettronico che, ad esempio, può incepparsi. Le monete complementari, invece, circolano nell’ambito di ristrette cerchie di persone e non erga omnes come accade per gli altri mezzi: fino a che non sono asseverate dalle Autorità creditizie esse circolano esclusivamente sulla fiducia degli scambisti.

I prodotti finanziari sono costituiti dagli strumenti finanziari e da tutte le forme di investimento di natura finanziaria; non costituiscono prodotti finanziari: i depositi bancari o postali non rappresentati da strumenti finanziari.

Gli strumenti finanziari sono: a) i valori mobiliari (azioni, obbligazioni, certificati di deposito e titoli equivalenti); b) gli strumenti di mercato monetario (i buoni del tesoro, i certificati di deposito, le carte commerciali); c) quote di un organismo di investimento collettivo del risparmio – OICR – (fondi comuni di investimento e SICAV); d) i contratti di opzione, contratti finanziari a termine standardizzati («future»), «swap»; e) accordi per scambi futuri di tassi di interesse e altri contratti derivati connessi a valori mobiliari, valute, tassi di interesse o rendimenti, o ad altri strumenti derivati, indici finanziari o misure finanziarie che possono essere regolati con consegna fisica del sottostante o attraverso il pagamento di differenziali in contanti (approfondimenti e dettagli in TUF, art. 1 – Definizioni).

A) Punto di vista economico-finanziario

I mezzi di pagamento sono quelli che consentono di trasferire potere d’acquisto disponibile dal compratore al venditore.

Gli strumenti finanziari sono contratti che a fronte di una prestazione monetaria attuale possono prevedere una prestazione monetaria futura: ad esempio, una obbligazione prevede, di regola, il rimborso del valore nominale; invece un’ azione non prevede alcun rimborso.

Gli strumenti finanziari non vengono utilizzati come mezzi di pagamento perché il loro valore attuale è incerto. Ad esempio il valore dei BTP oscillano quotidianamente: se tentassi di pagare l’acquisto di un auto del valore di 100€ con BPT probabilmente il venditore rifiuterebbe un BTP a motivo del fatto che il BTP vale 100€ alla scadenza. Oggi può avere un valore di mercato maggiore o minore: nel primo caso sarebbe il compratore a non avere convenienza a cedere il titolo; nel secondo caso sarebbe il venditore a non avere convenienza ad accettarlo.

Il mezzo di pagamento, invece, ha il vantaggio di avere un valore nominale e un valore di scambio certo.

Gli strumenti finanziari più semplici, le azioni e le obbligazioni ordinarie vengono utilizzati per finanziare l’emittente: quando i finanziamenti sono a titolo di capitale, l’emittente emette azioni o strumenti ibridi di patrimonializzazione (ad esempio le obbligazioni subordinate); quando il finanziamento è a titolo di credito, l’emittente emette obbligazioni ordinare.

È dunque una eccessiva semplificazione distinguere fra capitale di rischio e capitale non di rischio: i mezzi finanziari che affluiscono all’azienda rischiano, chi più chi meno, per definizione. Ed è per questo che l’ordinamento prevede che il rendimento delle obbligazioni ordinarie sia di regola maggiormente sicuro del rendimento delle azioni, per le quali è previsto un dividendo se, e solo se, vi sono profitti capienti.

In caso di liquidazione dell’emittente, il rimborso delle O. ordinarie è privilegiato rispetto ad altri debiti, ma subordinate ad esempio rispetto ai debiti nei confronti dei lavoratori; il rimborso delle O. subordinate, invece, è assoggettato a molteplici vincoli proprio perché vanno a far parte dei fondi propri della società.

B) Punto di vista giuridico.

I mezzi di pagamento comprendono: a) il contante (biglietti e monete emessi dalla BCE); b) i depositi a vista (in c/c) delle banche commerciali (che si trasferiscono tramite assegni, bonifici e giroconto); c) le carte di credito (che incorporano un credito di brevissimo periodo dell’emittente a favore del detentore); d) le carte di debito (cioè le carte prepagate); le monete complementari (ad es, i bitcoin).

È utile notare subito che il contante è l’unico mezzo di pagamento che ha immediatamente il potere liberatorio negli scambi: tutti gli altri mezzi, per realizzare questo obiettivo, necessitano di un lasso di tempo, più o meno breve, per condurre a  termine effettivamente il pagamento (ad es. le carte di debito spesso richiedono l’inserimento di un PIN; le carte di credito richiedono di essere asseverate; per non parlare degli assegni, dei bonifici e die giroconto che spesso richiedono il lasso di uno o più giorni a seconda che la transazione riguardi la valuta corrente, un’altra valuta, e/o transazioni fra Paesi diversi). Le monete complementari circolano nell’ambito di ristrette cerchie di persone e non erga omnes come accade per gli altri mezzi.

I prodotti finanziari sono costituiti dagli strumenti finanziari e da tutte le forme di investimento di natura finanziaria; non costituiscono prodotti finanziari: i depositi bancari o postali non rappresentati da strumenti finanziari.

Gli strumenti finanziari sono: a) i valori mobiliari (azioni, obbligazioni, certificati di deposito e titoli equivalenti); b) gli strumenti di mercato monetario (i buoni del tesoro, i certificati di deposito, le carte commerciali); c) quote di un organismo di investimento collettivo del risparmio – OICR – (fondi comuni di investimento e SICAV); d) i contratti di opzione, contratti finanziari a termine standardizzati («future»), «swap»; e) accordi per scambi futuri di tassi di interesse e altri contratti derivati connessi a valori mobiliari, valute, tassi di interesse o rendimenti, o ad altri strumenti derivati, indici finanziari o misure finanziarie che possono essere regolati con consegna fisica del sottostante o attraverso il pagamento di differenziali in contanti (approfondimenti e dettagli in TUF, art. 1 – Definizioni).

 

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  1. […] come è possibile che il TUB non tratti di uno dei mezzi di pagamento (i depositi a vista) più rilevanti in questo periodo […]

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