VB: un terzo messaggio chiaro agli azionisti-soci.

Un altro messaggio chiaro ed inequivocabile da parte degli Organi della Banca è stato pubblicato nella serata del 2 dicembre scorso (v. in calce): il messaggio segue quello lanciato qualche settimana fa dal Presidente Bolla con la sua lettera ai soci e il messaggio zero lanciato agli inizi dell’agosto scorso dall’AD C. Carrus.

La chiarezza dei messaggi è sempre stata inequivocabile anche se è stata sistematicamente offuscata dalle grida dei diversi pifferai che tendevano ad annacquarli ipotizzando eventi altamente improbabili ma tendenti a grattare la pancia al popolo sovrano, peraltro ben felice di farsela grattare.

Il comunicato più recente si impernia su due elementi: 1) il prezzo/valore delle azioni 7,30€; 2) la possibilità di recesso prevista nel caso di trasformazione della società da Scarl a Spa.

Sul primo punto, non vi è molto da dire sia perché non sono di dominio pubblico le modalità attraverso le quali si è giunti a quel valore, sia perché non si tratta di un prezzo di mercato ma di un prezzo ‘amministrato’, analogamente a tutti i valori non di mercato.

Tuttavia si tratta di un valore al quale la banca si è riservata di concedere, se possibile

(<<…il recesso (…) è infatti assoggettato e subordinato alla possibilità per la banca di rispettare, a seguito del rimborso stesso, i requisiti prudenziali ad essa applicabili e, quindi, di ottenere l’autorizzazione da parte dell’Autorità competente per la riduzione dei fondi propri, secondo quanto previsto dalla vigente normativa),

il recesso ai soci che non approveranno il passaggio alla SpA (<<che non concorreranno alla deliberazione di trasformazione in società per azioni>>).

In questo modo, se non ho capito male, i soci che non concordano con la trasformano in SpA fissano il prezzo di recesso (7,30€) che verrà liquidato quando la banca avrà i fondi propri necessari e avrà ottenuto l’autorizzazione della Vigilanza. Cioè, è presumibile, nel medio termine.

I soci che in Assemblea, invece, aderiranno alla proposta del CdA (trasformazione in SpA, quotazione e aumento del capitale) rischiano che il prezzo effettivo si riduca ulteriormente (non credo sia prevedibile, anche se possibile, un suo aumento rispetto ai 7,30€).

Ma, come è noto, il futuro è nelle mani degli dei, il mercato è imperscrutabile, l’area territoriale di insediamento della banca è una delle più prometti d’Europa, ecc. Per cui non è detto che investitori istituzionali, fondi pensione, banche multinazionali non colgano l’occasione di inserirsi in una crisi di relativamente grandi dimensioni per la scala italiana ma di relativamente ridotte dimensioni per la scala internazionale.

Le condizioni di convenienza dei soci, come ho sostenuto fin dall’inizio di questa vicenda e cioè dall’insediamento del prof. Favotto, mi sembra dipendano sostanzialmente da un solo elemento e cioè dalle prospettive di reddito delle azioni in portafoglio oggi. Purtroppo il passato non conta più nulla e può solo danneggiare la salute fisica e l’igiene mentale di chi si attarda a riconsiderarlo, a filarci sopra, a piangere sul latte versato.

Per semplificare, vi saranno sicuramente soci di vecchia data che hanno pagato prezzi ridotti, che hanno riscosso dividendi lordi, e che non hanno aderito agli aumenti di capitale: costoro registrano una perdita relativamente ridotta, rispetto a coloro che, invece, hanno aderito agli aumenti di capitale o a coloro che si sono visti assegnare azioni in luogo delle obbligazioni sottoscritte.

Altri soci, entrati più recentemente, registreranno una perdita più elevata.

Tutti registrano una perdita su titoli: ma chi sta su questo mercato (quello dei titoli azionari e delle obbligazioni subordinate) sa che si rischia e che bisogna guardare avanti con freddezza cercando di frenare le pulsioni autolesioniste.

Intendo dire che, se prevalesse l’idea della non trasformazione in SpA, con l’implicita opportunità di rivolgersi al mercato per raccogliere gli ingenti fondi necessari, il percorso prevederebbe un commissariamento, alla fine del quale vi sarebbe l’amministrazione controllata e, infine, la liquidazione della società come è già stato spiegato dal Presciente Bolla. Tutti perderebbero tutto (v, le famose 4 banche `salvate’).

Se invece prevale la proposta del CdA, i soci hanno la possibilità di esercitare il diritto di opzione e quindi aderire all’aumento; non esercitare il diritto di opzione e venderlo, riducendo la perdita; vendere le azioni sul mercato. Quest’ultimo punto mi sembra il meno conveniente anche se il prezzo di mercato si attestasse sopra i 7,30€: infatti c’è sempre tempo per accertare monetariamente una perdita.

Al di là tutte queste considerazioni, comunque, resta un fatto incontrovertibile: il prezzo non è ancora fatto sul mercato. E quello sarà il valore effettivo delle azioni.

____________________________________

 Comunicato Stampa Montebelluna, 2 dicembre 2015

DEFINITO IL VALORE DI LIQUIDAZIONE E LE LIMITAZIONI AL DIRITTO DI RIMBORSO 

Il Consiglio di Amministrazione di Veneto Banca, riunitosi oggi sotto la presidenza del dott. Pierluigi Bolla, si è espresso su alcune importanti delibere in vista della prossima Assemblea, nella quale i Soci saranno chiamati a pronunciarsi in merito alla proposta di trasformazione dell’Istituto in società per azioni, alla proposta di quotazione in Borsa delle azioni della Banca e al conferimento della delega al CdA per un aumento di capitale da offrirsi in opzione ai Soci di 1 miliardo di Euro volto al raggiungimento, anche prospetticamente, dei target patrimoniali assegnati dalla Banca Centrale Europea (rif. SREP Decision). L’aumento di capitale è interamente pre-garantito da Banca IMI, l’investment bank del gruppo Intesa Sanpaolo.

Il Progetto origina dal nuovo contesto europeo volto a innalzare i requisiti di patrimonio delle grandi banche vigilate a livello comunitario, con l’obiettivo di promuovere un sistema bancario transnazionale in grado di assorbire gli shock derivanti da tensioni finanziarie ed economiche e capace di ridurre il rischio di contagio dal settore finanziario all’economia reale.

Ai fini dell’esercizio del diritto di recesso dei Soci che non concorreranno alla deliberazione di trasformazione in società per azioni – sulla base complessiva del quadro normativo, regolamentare e di Statuto e nel rispetto dei requisiti patrimoniali prudenziali richiesti dalle Autorità competenti – il Consiglio di Amministrazione ha quindi deliberato in Euro 7,3 il valore unitario di liquidazione delle azioni ordinarie della Banca e la limitazione in tutto e senza limiti di tempo del rimborso delle azioni con fondi propri della Banca.

Il rimborso delle azioni del Socio che esercita il diritto di recesso da una banca popolare in occasione della sua trasformazione in società per azioni è infatti assoggettato e subordinato alla possibilità per la banca di rispettare, a seguito del rimborso stesso, i requisiti prudenziali ad essa applicabili e, quindi, di ottenere l’autorizzazione da parte dell’Autorità competente per la riduzione dei fondi propri, secondo quanto previsto dalla vigente normativa.

La trasformazione della Banca in SpA è, insieme all’aumento di capitale e alla contestuale quotazione in Borsa, parte di un progetto più ampio, il cui buon esito consentirà, al contempo: alla Banca di poter sviluppare il nuovo Piano Industriale continuando a svolgere la propria attività caratteristica – in particolare l’erogazione del credito con rinnovata energia a tutto beneficio dei territori in cui opera -, e ai Soci intenzionati a liquidare le proprie posizioni di farlo cedendo le azioni su un mercato regolamentato.

Le Relazioni illustrative sulla trasformazione in SpA, sull’aumento di capitale, sulla quotazione in Borsa, sul valore di liquidazione delle azioni e sulla limitazione del diritto di rimborso saranno messe a disposizione dei Soci sul sito internet http://www.venetobanca.it, sia nella sezione “Investor Relations” che “Soci”, a partire da domani 3 dicembre 2015.

Per ulteriori informazioni: 

Gruppo Veneto Banca – Relazioni con i Media

Tel. +39 0423 28 3398 – 3378 – 3394

E-mail: relazioni.esterne@venetobanca.it 

Barabino & Partners

Tel. +39 02 72 02 3535

E-mail: e.ascani@barabino.it 

f.grassi@barabino.it 

d.esposito@barabino.it 

p.cavallera@barabino.it 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: