VB: finalmente un messaggio chiaro agli azionisti-soci

Il Presidente di VB, Pierluigi Bolla, scrive una lettera agli azionisti-soci ove segnala, coraggiosamente e senza infingimenti, il futuro prossimo della Banca qualora, nel corso della prossima Assemblea del 19 dicembre, venga respinta la proposta di adeguarsi al pacchetto delle previsioni della legge di riforma delle popolari.

I passaggi chiave sono:  trasformazione in spa, aumento del capitale sociale di un miliardo, quotazione in Borsa e drastica limitazione del diritto di recesso. Qualora non passasse questo pacchetto di provvedimenti si spalancherebbe la strada del commissariamento cui seguirebbe, vista la situazione, una probabile messa in amministrazione controllata e poi in liquidazione della banca col risultato che tutti gli azionisti-soci e gli obbligazionisti subordinati vedrebbero azzerati i loro diritti patrimoniali (v. le famose 4 banche `salvate’ in questi giorni).

1) “Il venir meno della trasformazione in SpA – scrive il Presidente – comporterebbe gravi conseguenze per Veneto Banca, che si rifletterebbero sul proseguire la regolare attività”: dato che “la Banca d’Italia può richiedere di porre l’istituto sotto amministrazione straordinaria” e perfino “proporre alla Bce la revoca dell’autorizzazione bancaria e al ministero dell’Economia la liquidazione”.

2) La garanzia di sottoscrivere l’inoptato da parte di BancaIMI scatta solo nel caso di trasformazione in SpA; in caso contrario, l’aumento di capitale resterebbe a carico solo dei vecchi soci che dovrebbero mettere mano al portafoglio e, se ciò non accadesse o non fosse sufficiente, la banca verrebbe commissariato per carenza di fondi propri.

3)  Il diritto di recesso diritto può essere fatto valere solo dai soci «che non avranno concorso all’assunzione della delibera di trasformazione in spa».

Il Presidente, dunque, molto responsabilmente segnala agli azionisti-soci i rischi che corrono qualora assumessero pozioni irrazionali e revansciste nei confronti di un passato che, è bene per tutti, archiviare nel più breve tempo possibile anche se il prezzo psicologico `di farla pagare’ a qualcuno è elevato, forse ancor più del vedere il prezzo delle azioni, fatto dal mercato, ancora drasticamente ridotto.

Il vantaggio di un prezzo di mercato consiste nella possibilità di rendere liquidabili le azioni anche se con gravissime perdite in linea capitale. Anche questo però sarebbe un atteggiamento irrazionale.

La rabbia non serve, peggiora la situazione e va a dànno di chi si arrabbia e a beneficio di nessuno.

La posizione migliore, a me sembra, sia quella di mantenere le azioni e, qualora si decida di non esercitare il diritto di opzione, venderlo, per quanto poco possa valere.

Mantenere le azioni significa mantenere l’investimento trasformandolo da breve a medio termine: probabilmente, infatti, all’inizio nessuno, aveva in animo di investire nel breve termine ma probabilmente nel lungo, com’è nella natura di un investimento azionario.

In secondo luogo, ogni azionista ha una situazione individuale e non generalizzabile: anche il conto delle perdite nominali va fatto con razionalità, caso per caso: costi di acquisto + esborsi per aumenti di capitale – dividendi lordi percepiti. I soci più vecchi, si vedrà, avranno perso meno dei soci più recenti. Infine segnalerei che accertare monetariamente la perdita, cioè vendere dopo avere fatto il conto di cui sopra, non serve a nulla: la perdita c’è comunque sia essa nominale o accertata in contanti. Mi sembra preferibile mantenere la posizione ed essere positivi per il futuro.

In fondo la Banca vive in uno dei territori più promettenti e più innovativi d’Europa e questo dovrebbe alimentare le speranze di un futuro migliore e governato da  amministratori maggiormente responsabili.

“I prossimi mesi saranno i più impegnativi nella storia del gruppo – scrive il Presidente – ma abbiamo tutto l’occorrente per affrontarli secondo la rotta già tracciata, per aprire una nuova fase nella vita della banca».

Come dicevo in un altro post, io investirò sia in VB sia in BpVI, purché siano quotate perché penso che il mercato sia migliore della palude nella quale sono state impantanate le due banche da una classe dirigente irresponsabile e cieca di fronte ai cambiamenti regolamentari e dell’economia reale e finanziaria. E verso la quale novelli pifferai hanno cercato e cercano di ricondurle.

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Un Trackback

  1. […] Banca è stato pubblicato nella serata del 2 dicembre scorso (v. in calce): il messaggio segue quello lanciato qualche settimana fa dal Presidente Bolla con la sua lettera ai soci e il messaggio zero […]

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