Moneta vs Bitcoin

In questi giorni si sono di nuovo accesi i riflettori su quel mezzo di pagamento elettronico denominato `Bitcoin’ (Bc) che ha dimostrato una notevole vitalità nel corso del 2015 come si può vedere dai grafici in questo articolo di Vox.

Ma cos’è Bc e come funziona? Cosa c’è sotto questa parola che indica un mezzo di pagamento utilizzato abbastanza in alcuni comparti? Lo spiega bene Arcangelo Rociola: oltre a raccontarci un po’ di storia ci spiega anche anche cosa lo regge, come e quanto può espandersi, per finire indicando quali problemi tecnici presenti.

Prima di affrontare la questione se Bc sia Moneta o meno, riassumo il problema tecnico sotteso anche se conoscere esattamente come funziona può non incidere sulla decisione che si tratti di Moneta o meno; è comunque un geniale mezzo di pagamento, analogo alle monete complementari che si vanno diffondendo in diversi ambienti, tanto che le autorità monetarie italiane e quelle europee stanno prendendo le distanze fino a che questa attività non verrà regolamentata.

Qui il paper iniziale in argomento.

Bitcoin: aspetto tecnico.

Questo cripto-mezzo di pagamento si regge e si confonde con una piattaforma denominata blockchain, cioè su di una `catena di blocchi’. Una catena cioè di nodi costituiti da computer ove sono immagazzinati dati crittografati. Essendo fra loro collegati, i nodi danno luogo ad un database distribuito in una rete che può accrescersi continuamente e i cui dati non sono assoggettati a manomissioni, nemmeno da parte dei gestori dei singoli nodi. Le transazioni che utilizzano questo cripto-mezzo di pagamento, infatti, si reggono sullo scambio fra nodo e utente attraverso l’utilizzo di una chiave pubblica e di una chiave privata e vengono sistematicamente registrate nella piattaforma (un po’ come è già stato sperimentato in materia di posta elettronica, di firma digitale, ecc. cioè in tema di transazioni crittografate).

Il sistema e ogni partecipante dunque conoscono esattamente la consistenza dei portafogli dei singoli e la consistenza dei Bc in circolazione.

Ma come ci si dota Bitcoin?  Dopo aver acceso un account Bc presso un nodo, si cerca un cambiavalute come questi il quale venderà Bc contro qualsiasi altra valuta. Il titolare dell’account, successivamente, può pagare e riscuotere in Bc, può trasformare valuta in Bc e può scambiarli con altri detentori dei medesimi mezzi di pagamento.

Come si può osservare, le applicazioni sono infinite: cioè questo mezzo di pagamento può regolare qualsiasi transazione fra privati senza dover ricorrere ad un’autorità monetaria centrale che ne garantisca la congruità. Bc, dunque, può regolare qualsiasi scambio che non necessiti di essere garantito da un’autorità perché farebbe premio l’autorevolezza dell’algoritmo tecnico con la sua imparzialità, le sue certezze e, ultima ma non di minore importanza, con la fiducia che il pubblico decide di assegnare ad un algoritmo perfetto e inattaccabile.

Questo è quanto ho fin qui capito.

Moneta

Oggi per Moneta si intende quello che intendono le Banche Centrali del mondo e cioè: M1 (i debiti a vista della banca centrale, detta base monetaria, e quelli delle banche commerciali); M2 (cioè M1 più alcuni strumenti finanziari facilmente trasformabili in M1); M3 (cioè M2 + altri strumenti finanziari considerati più o  meno liquidi e liquidabili di quelli che fanno parte di M2.).

Semplificando al massimo: per il pubblico (le imprese e le famiglie) la Moneta è sostanzialmente M1 e cioè i biglietti in circolazione della banca centrale e i saldi dei depositi in conto corrente (cioè a vista) che il pubblico intrattiene presso le banche. Per le banche, invece la Moneta è costituita dai depositi in conto corrente (cioè a vista) presso la banca centrale e da tutto ciò che può essere costituito in deposito in conto corrente presso la banca centrale stessa.

Si è giunti a questa situazione dopo qualche centinaio di secoli nel corso dei quali il dibattito intorno a `che cosa sia Moneta’ è sempre stato acceso senza trovare un punto conclusivo, tanto che oggi siamo a chiederci se i Bc siano o non siano Moneta.

Se si osservano le banconote della FED e della BoE  si vedono due scritte: l’una, `pagabile a vista al portatore’, l’altra `questa banconota ha potere liberatorio negli scambi’. La prima indica il retaggio della convertibilità: la banca centrale a fronte della presentazione della banconota doveva corrisponderne il valore in oro. La seconda scritta sta a significare che il venditore non può rifiutare un pagamento in contanti, cioè con quella banconota. Sulle banconote in euro non vi è più alcuna scritta del genere, ma solo un numero con una lettera che sta a significare il Paese che l’ha emessa.

Se si osservano, invece, gli assegni di conto corrente si vede che si tratta di un ordine dato alla banca, da parte del correntista, di pagare a un terzo.

Ma mentre le banconote hanno il potere liberatorio negli scambi, questo connotato manca agli assegni di conto corrente i quali debbono, dapprima, essere trasformati in base monetaria.

Chi presiede a questa trasformazione è la banca centrale stessa attraverso un sistema di conti correnti in contropartita con le banche; in tal modo la banca centrale assevera, ex post, la bontà dei debiti a vista delle banche commerciali tanto che riconverte in propri debiti a vista.

Conclusione: Bitcoin vs Moneta.

E’ evidente che nelle transazioni fra privati (individui, società private, ecc.) chiunque può usare la moneta che preferisce (conchiglie, tavolette di argilla, ecc.). La questione si pone quando il percettore del pagamento ritiene di non essere stato pagato, o di essere stato pagato solo parzialmente. Chi dirime questa questione? Cioè l’utilizzo di mezzi di pagamento che non hanno il potere liberatorio negli scambi possono dar luogo ad un insieme di contenziosi molto consistente: la Moneta emessa o asseverata dall’Autorità risolve questa questione e ci rende tutti più liberi. Fino a che i Bc non verranno asseverati dall’Autorità monetaria continueranno ad essere molto rischiosi.

P.S. La questione della moneta è antica quanto il mondo: si narra che Giacobbe, giunto a Sichem, vi `aprì uno spaccio dove vendeva le sue merci a prezzo molto basso (…), costruì dei bagni pubblici, dei mercati e una zecca…’ (L. Ginzbeg, Le leggende degli ebrei, Adelphi, Milano 1997, vol II, pagg. 196 e 338).

 

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