VB: un passo in avanti con C. Carrus AD

Si apprende da VeneziePost di ieri (v. in calce [1]) che Cristiano Carrus ha definitivamente assunto la guida della Banca.

Appare verosimile che questa decisione segua il nuovo scivolone verso la palude di qualche tempo con la riforma dello Statuto della Banca, prontamente e fortunatamente affossato e corretto dalla Vigilanza (v. in calce [2]).

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[1] Carrus ad di Veneto Banca (Redazione, 13 ottobre 2015)

La notizia, anticipata ieri dal nostro giornale, della nomina  di Cristiano Carrus a Amministratore Delegato di Veneto Banca, ha trovato conferma dalle deliberazioni  del Cda dell’istituto di Montebelluna riunitosi oggi. In una nota diramata un’ora fa il Consiglio di Amministrazione di Veneto Banca rende noto infatti che il dottor Matteo Zoppas ha presentato, in data odierna e con decorrenza immediata, le proprie dimissioni dallo stesso Consiglio di Amministrazione. A seguito di questa decisione, il CdA ha deliberato la cooptazione di Cristiano Carrus nominandolo Amministratore Delegato e confermandolo Direttore Generale.
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Cristiano Carrus, veneziano, 57 anni, vanta una lunga esperienza nel settore creditizio e una profonda conoscenza delle aree dove è attiva Veneto Banca. Nella sua carriera ha infatti ricoperto importanti incarichi in diverse realtà che oggi fanno parte del Gruppo Banco Popolare: Credito Bergamasco (Direttore Generale), Banca Popolare di Novara (Direttore Generale), Banca Popolare di Verona (Direttore Generale) e Banca Aletti Suisse (Direttore Generale). E’ entrato in Veneto Banca nel 2014 con l’incarico di CFO e Vicedirettore Generale Vicario, per assumere ad agosto 2015 il ruolo di Direttore Generale.
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[2] Popolari Vicenza e Veneto: atterraggio (duro) in Borsa (di Stefano Righi in CorriereEconomia del 12 ottobre 2015)(…) Se a Vicenza con l’arrivo di Iorio si è fatta chiarezza, a Montebelluna su alcune cose ancora si tentenna.

La prima bozza del nuovo statuto della banca presieduta da Francesco Favotto è infatti stata rispedita al mittente dalla Banca d’Italia. Inizialmente si prevedeva l’estensione della sospensione del diritto di recesso anche ad altri strumenti di capitale oltre alle azioni e, parallelamente, si prevedeva di limitare la scelta dei consiglieri tra i soci della banca stessa aventi diritto di voto (!). La particolarità non è passata inosservata in Banca d’Italia che, il 18 settembre, ha approvato una bozza rivista, dalla quale erano scomparse sia le estensioni al diritto di recesso che le limitazioni alla scelta degli amministratori.

Sono segnali di come, a Montebelluna e a Vicenza, non ci si rassegni al fatto che il tempo è passato e che dal 4 novembre 2014 esiste una Unione bancaria europea. Dettagli, per molti soci e alcuni amministratori. Veneto Banca non ha ancora imboccato la via del futuro. I soci frenano, sperano in un cambiamento che, negato da un pronunciamento del Tar di mercoledì scorso, potrebbe concretizzarsi dal 10 febbraio. Ma intanto la banca – come pure la Vicenza – perde la presa sul territorio. Non esistono dati ufficiali, ma diversi indicatori evidenziano la crescita nel Nordest dei portafogli in carico ai private bankers di Banca Generali, Mediolanum e Fineco che stanno approfittando del clima di incertezza in cui si dibattono le due popolari.

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