Politica e banche: i consigli dell’on. Serracchiani.

La politica non perde occasione per `dire la sua’ anche su questioni sulle quali non può esercitare alcun controllo (a meno che..).

Così l’on. Serracchiani consiglia il governo austriaco (v. articolo in calce) di non tergiversare nella scelta fra vendere o liquidare la Hypo: vendere agli acquirenti che si stanno profilando e il bilancio dell’Austria ne trarrebbe un introito <presumibilmente molto consistente.>.

Non so in base a che cosa la Nostra abbia calcolato la `consistenza’ di tal somma riveniente da un’azienda di credito in sostanziale liquidazione, ma la gratuità del consiglio elargito fa sorgere il sospetto che l’interesse a mantenere in FVG quell’attività bancaria (26 sportelli e 300 dipendenti) possa generare l’intervento di risorse pubbliche.

Quasi non bastassero quelle elargite alle locali dissestate <coop sei tu>.

Stiamo a vedere come evolve questa faccenda.

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Hypo Bank: Serracchiani, richiesta agevolazione potenziali acquirenti (in VeneziePost del 7 ottobre 2015)

La possibilità di evitare la chiusura delle attività bancarie del gruppo Hypo in Italia, di fronte all’esistenza di potenziali acquirenti, «appare di estrema importanza per il Friuli Venezia Giulia, in quanto potrebbe evitare una notevole perdita per l’economia del nostro territorio». Lo scrive la presidente della Regione Fvg, Debora Serracchiani, in una lettera inviata all’ambasciatore d’Austria a Roma, René Pollitzer, che incalza: «L’ex gruppo Hypo è presente in Italia con due realtà: la Hypo Alpe Adria Bank Spa, azienda di credito tradizionale che opera tramite 26 filiali e circa 300 dipendenti, per la gran parte in Fvg, e la Heta Asset Resolution srl, una ‘bad bank’ che gestisce alcune posizioni di credito deteriorato con circa 100 dipendenti».

«Finora – scrive Serracchiani – l’unico percorso prevedibile per la banca italiana era la liquidazione. Abbiamo però appreso dalla stampa austriaca che si sta aprendo la possibilità di evitare la chiusura, in quanto esisterebbero potenziali acquirenti, in base a un’autorevole fonte governativa, cioè al ministro delle Finanze Hans Joeri Schelling>>. «Credo che favorire la rapida vendita dell’istituto – osserva – possa rappresentare un vantaggio anche per il Tesoro della Repubblica d’Austria, che godrebbe dell’introito di una somma presumibilmente molto consistente. Una lucida valutazione dello stato delle cose dovrebbe essere di stimolo a compiere ogni passo consentito al fine di chiudere positivamente questa vicenda, superando anche eventuali ostacoli burocratici. Sappiamo infatti che i grandi investitori non sono orientati a tenere ferme troppo a lungo le loro risorse».

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