Che si dice al Bar Sport di BpvI (4)

Ieri, prima del CdA della Banca, vi era un gran fermento al Bar Sport: tutti parlavano di tutto, forse in preda ai fumi dell’improbabile Prosecco che inondava le tavole dei presenti dove si giocava al `ciapa no’ (`tressette roverso’).

Vi era il Presidente dell’ABI, Pattuelli, che dichiarava solennemente che mai e poi mai i depositanti avrebbero pagato i dissesti delle banche perché sta scritto nella Costituzione Italiana. Il Nostro dichiarava dal suo alto scranno, ma non sa che la Costituzione è fortunatamente modificabile perché il mondo degli ultimi 50anni si è notevolmente modificato.

Vi era, poi, il Sottosegretario all’Economia, Baretta, che sosteneva la possibilità di ricorrere ai Fondi pensione per capitalizzare la banca. I Fondi pensione, come è noto, sono costituiti per salvaguardare le prestazioni pensionistiche future di chi ha versato. Necessiterebbero perciò di una oculata gestione prudenziale. Comprare azioni della BpVI, come paventato da Baretta, significa investire in strumenti finanziari rischiosi nella speranza che diventino meno rischiosi e che rendano ugualmente. Ma abbiamo visto come stanno andando a finire le sicure azioni delle Popolari e non è detto che le azioni di SpA bancarie non potrebbero fare la medesima fine. Ma, tanto, sono soldi degli altri e c’è sempre chi controlla!

A proposito di controlli, è poi comparso il Presidente della Consob, Vegas, che ha rassicurato gli astanti: prima o poi, verrà fuori tutto, diceva. Certo, verrà… forse. Ma forse era preferibile che qualcosa fosse controllato in precedenza, seppure relativamente alla sola Mifid. Magari a seguito delle chiacchiere pubblicate più volte su PLUS24! Non ho visto i vigilantes della Banca d’Italia.

E, a proposito di PLUS24 – settimanale pubblicato dal Sole24Ore, organo ufficiale della Confindustria – si pensava che fosse letto anche dai soci vicentini. Invece no, non serve leggere, perché essendo industriali e imprenditori di successo, sappiamo già. E, infatti, al Bar Sport parlano, parlano, parlano e poi vanno in CdA e approvano la proposta inequivocabile di Iorio che li smentisce su tutta la linea con i fatti e non con le parole.

Si è visto anche il governatore Zaia dichiarare che il Governo massacra le banche portandole sul mercato. Giusto! Infatti senza mercato, come si vede, esse sono vive e vegete!

Infine i soliti sindacalisti-contro che sperano di mantenere in piedi livelli occupazionali impossibili presso le banche, fortunatamente invase dalla telematica; ma nemmeno costoro hanno idee e l’unica cosa che sanno dire è: `colpa degli altri’. Come gli Organi della Banca che hanno attribuito la débâcle alle regole europee.

Insomma è stato un bello spettacolo, una divertente commedia all’italiana, alla fine del quale, verso sera, è uscita la decisone del CdA: trasformazione in SpA e quotazione. Il prezzo delle azioni non è ipotizzabile e, comunque, checché se ne dica, abbiamo già il salvagente (Unicredit) e non abbiamo bisogno di altri.

La banca se la prenderà che ci mette i soldi (la faccia non serve) e i soldi saranno relativamente pochi.

Intanto Iorio, per non sapere né leggere né scrivere, per rafforzare almeno il Tier2 ha emesso un subordinato decennale all’11%: ma a che prezzo!

Il Bar Sport offre sempre uno spettacolo da non perdere perché ci consente di non guardare in faccia la realtà: lì, al Bar, la realtà diventa un’opionione fino a che non si sbatte il naso.


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