Che si dice al Bar Sport di BpVI (2)

Presumo che fiumi di improbabile Prosecco cercassero di lenire la sofferenza dei soci al Bar Sport della BpVI ove si è assistito alla performance anche della politica, fortunatamente entrata in campo solo ora, dopo che la sorte della banca era già stata decisa in luoghi lontani e indipendentemente dal prezzo che farà il mercato azionario.

Un cittadino, non azionista, che ascolta il governatore del Veneto dichiarare che Veneto Sviluppo `agevolerà il percorso’ della ricapitalizzazione con quattrini pubblici e con l’obiettivo della `banca de noantri’, non può che gioire del fatto che la strada intrapresa è del tutto diversa e che chi ci mette i soldi, mette i soldi propri, invece che quelli pubblici, cioè dei contribuenti.

Le imprese hanno bisogno di una banca che le selezioni sulla base del `merito di credito’ e non in base ad altri criteri. Il `merito di credito’ è già di per se stessa una locuzione che lascia ampi margini di discrezionalità e non credo sia necessario aggiungerne altri: si è visto infatti come è andata a finire e come stano andando a finire le `banche de noantri’ (popolari o bcc che siano) che non si attengono a questo consolidato principio.

Le banche sono generosissime vacche da mungere e non da uccidere: chi le uccide confonde il reddito col patrimonio e chi ci rimette sono in primis le imprese sane che pagano anche per le altre.

Ma tant’è, la politica deve prendere voti e quindi deve grattare la pancia al popolo sovrano.

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Il governatore Zaia rilancia sul polo bancario veneto (di Bernardo Soave, in Milano Finanza del 29 settembre.

Mentre la bufera giudiziaria si è spostata da Veneto Banca alla Popolare di Vicenza, il governatore del Veneto Luca Zaia rilancia sul progetto di un unico polo bancario veneto. «Alla politica non spetta fare il grande fratello, alla politica spetta agevolare percorsi. Come Veneto Sviluppo (la finanziaria della Regione Veneto, ndr), se potremo, li agevoleremo, politicamente sosterremo l’iniziativa di una banca unica per il Veneto che unisca la Popolare di Vicenza e Veneto Banca. Ma è mercato a decidere», ha spiegato ieri Zaia parlando durante l’assemblea di Confindustria Vicenza. Zaia ha nuovamente posto sul tavolo la proposta di una banca unica per il Veneto. «Non è tanto una questione di identità», ha detto, «ma una questione di necessità. Abbiamo seicentomila imprese, famiglie, ed è vero che un istituto veneto di riferimento ci vuole. E non c’è l’abbiamo, abbiamo grandi banche popolari e un network di banche di credito cooperativo che soddisfano le esigenze dei veneti». Il governatore si è anche soffermato sui recenti scandali giudiziari. «Penso che Veneto Banca a Popolare di Vicenza non siano due cadaveri eccellenti, non siano due vuoti a perdere ma che siano due realtà che una volta che si fa la quotazione e ovviamente si chiariscono le vicende, abbiano tutti i presupposti per costruire un istituto di credito di riferimento». Per domani intanto è atteso il nuovo piano industriale della Popolare di Vicenza, a cui in questi mesi ha lavorato il nuovo direttore generale Francesco Iorio.

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