Che si dice al Bar Sport di BpVI (1)

Dalla questione economico-finanziaria alla questione `politica’ (Davide Pyriochos in VeneziePost del 24 settembre 2015) segnala quanto segue:

<<Insomma, al di là delle intenzioni del procuratore Cappelleri, che ha detto di voler chiudere le indagini nel più breve tempo possibile, BpVi rischia di restare a lungo sotto la lente della giustizia. Con la conseguenza che i 117mila soci sono diventati terreno di confronto politico. Jacopo Berti, capogruppo del M5s in Consiglio Regionale, oggi ha comunicato che «Stiamo organizzando una class action e un’azione mediatica per accendere i riflettori non solo sugli indagati, ma su chi da questa vicenda ci ha rimesso: i cittadini onesti che si sono fidati di loro. Vogliamo che vengano risarciti». A scandalizzare Berti sono soprattutto le 50 lettere con cui la banca si impegnava a ricomprare le azioni di 50 soci che a quanto pare meritavano un trattamento di favore. «Le perquisizioni alla BpVi – dice il capogruppo grillino – hanno portato alla luce documenti che dimostrano che la banca ha prestato soldi ai soci per comprare proprie azioni, scrivendo una lettera di garanzia solo ad alcuni di loro, una cinquantina. Questo è scorretto perché privilegia alcuni azionisti rispetto ad altri. Inoltre – conclude – è impossibile garantire per un titolo, che è per sua natura mobile».

Come sostengo da tempo, per definizione la magistratura guarda al passato con gli strumenti di cui dispone; ma la materia in questo momento sub iudice è molto complessa per cui l’istruttoria non potrà essere veloce e darà adito ad una gran quantità di chiacchiere che avranno il solo risultato di minare l’unico elemento da salvaguardare: la fiducia del pubblico nella banca.

Gli azionisti, a ragione, sono sfiduciati; ma non sono il pubblico, nonostante siano anche clienti e/o risparmiatori.

Anche i titoli dei giornali, non fanno distinzione e parlano con leggerezza di `risparmio’ tradito e amenità del genere.

Chi è stato `tradito’ sono solo gli azionisti sprovveduti (cioè una parte dei 117mila) che non conoscono la differenza fra le azioni e le obbligazioni. L’altra parte, è stata connivente.

Purtroppo l’alfabetizzazione finanziaria non è diffusa, così la `politica’ pianta giostre che alimentano speranze vane: come dicevo in altre occasioni, si sta infoltendo il gruppo di pifferai che condurrà il popolo sovrano ad annegare nel grande mare della speranza.

Fra i pifferai, compare ora anche il Consigliere regionale Jacopo Berti – a capo del gruppo consiliare dei 5S – che dichiara, fra altre amenità delle quali non ha titolo né informazioni per giudicare, che sta organizzando <<un’azione mediatica per accendere i riflettori…>>.

Non sarà l’ultimo colpo di maglio alla banca e ai suoi clienti non azionisti ma sicuramente pur di grattare la pancia al popolo sovrano i 5S fanno sfoggio della loro crassa ignoranza.

 

 

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