BpVI: notizia interessante.

Sul Corriere del Veneto di oggi si parla di un Piano B (v. in calce, la relativa parte dell’articolo) volto a favorire il successo dell’aumento di capitale della BpVI.

In realtà, più che di un Piano B (sostitutivo del Piano A che prevede un Consorzio di Garanzia e Collocamento – CGC – guidato da Unicredit) si tratta dell’idea di ridurre la quantità di inoptato che andrebbe tutto nelle mani del CGC.

Tale riduzione avverrebbe attraverso la sottoscrizione, da parte della Fondazione CR VR, dei diritti di opzione venduti dai soci che non intendono esercitarli, nel corso del breve periodo concesso a tale scopo.

Questo intervento potrebbe sostenere, almeno in una certa misura, il valore dei diritti cosicché i soci che non intendono esercitarli potrebbero perdere un po’ meno. Siccome poi, la Fondazione Cr VR è socio di Unicredit, capofila del CGC si appalesa meglio l’interesse del gruppo ad appropriarsi della BpVI, a prezzi che, ovviamente si profilano stracciati.

Vista da lontano, la faccenda appare molto complessa ma, dal punto di vista dei soci essa può essere interessante perché si profila una, fino ad ora, inaspettata domanda di diritti di opzione che potrebbe, in una certa misura, fronteggiare un’offerta che ci si attende sarà molto elevata e che deprimerà ulteriormente il valore teorico dei diritti.

Bisogna sempre partire dal fatto incontrovertibile che, oggi, una buona proxi del valore dell’azione è il suo fair value che non cambia, sia che la banca venga quotata come popolare o come SpA.

Il valore cambia da fair value a valore di mercato, il giorno dopo la quotazione.

L’elemento che sarebbe invece da evitare è il ritorno ad una `banca del territorio’ che in realtà sarebbe ancora una `banca de noantri’.

 

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Piano B, trenta big in campo: spunta Cariverona (di Federico Nicoletti in Corriere del Veneto, 25 settembra 2015)

Dopo avere riassunto le questioni giudiziarie, l’articolista aggiunge alcuni caveat relativi alla possibilità che il Piano B trovi attuazione, infine ne illustra i dettagli:

Il valore dell’azione Bpvi, sceso da 62,5 a 48 euro ad aprile, una valutazione di 1,2 volte nel rapporto prezzo/capitale netto, è già a 40 euro, valutando a patrimonio netto, dopo la perdita di bilancio 2014 e a 30 dopo la semestrale di fine agosto. Scendere ai prezzi delle popolari quotate, che stanno in un rapporto di 0,8-0,9 prezzo/patrimonio netto, vorrebbe dire una quotazione tra i 24 e i 27 euro. Senza considerare i forti sconti per raccogliere 1,5 miliardi per una banca in una situazione difficile.

Come evitare un bagno di sangue tout court per i vecchi soci? L’idea è di dividere in tre tronconi – ciascuno sui 500 milioni – la ricapitalizzazione. Il primo punterebbe a coinvolgere i vecchi soci, offrendo loro nuove azioni con forti sconti, per far scendere, nella media, i prezzi di carico sui valori attesi in Borsa. Il secondo, a quel punto cercherebbe soci istituzionali e non speculativi – il primo nome che torna è Fondazione Cariverona – lavorando a un’offerta che premierebbe, con azioni, la permanenza nel capitale per almeno un paio d’anni, dando stabilità all’assetto proprietario. Il terzo punta a sciogliere il nodo delle azioni acquistate con i fondi della banca. Ad esempio convincendo gli imprenditori a mantenere i titoli, spostando il finanziamento su altre banche. Ciò farebbe rientrare dalla finestra capitale, riducendo l’aumento e disinnescando i contenziosi. Se poi il fabbisogno da 1,5 scendesse a un miliardo, si potrebbe sfruttare la delega per quella cifra che il cda ha già in casa dall’assemblea 2014. Avviando l’operazione senza dover passare, per l’autorizzazione, da un’assemblea rischiosa e dal clima rovente.

I tempi di spa, ricapitalizzazione e Borsa a questo andrebbero riscritti. L’aumento potrebbe partire tra novembre e dicembre, ancora da popolare e magari con la vecchia delega, rimettendo in sicurezza la banca e riducendo la temperatura con i vecchi soci, per rimandare a inizio 2015 la trasformazione in spa e la quotazione in Borsa. Fin qui la teoria. I fatti diranno se potrà reggere il mare in tempesta in cui naviga la banca>>.

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