Veneto Banca: avanti verso la SpA

Milano Finanza dell’8 agosto scorso dà notizia che, nel giorno precedente, il CdA di VB ha approvato la riforma dello Statuto, propedeutica a qualsiasi passo successivo, da sottoporre alla Vigilanza.

La riforma prevede anche le nuove regole sulla possibilità di recesso dei soci: non si tratta certo di una questione di lana caprina perché si tratta di attenersi a quanto previsto dalla BdI con le Disposizioni secondare di attuazione della riforma (che entreranno in vigore dopo 18 mesi dalla loro emanazione) relativamente:

alle condizioni di limitazione del rimborso delle azioni del socio uscente, anche in caso di recesso a seguito della trasformazione della banca popolare in società per azioni, necessarie in base alla disciplina europea per la computabilità delle azioni delle banche cooperative nel capitale di migliore qualità (CET1). Queste condizioni si applicano anche alle banche di credito cooperativo (v. BdI, Circolare n. 285, Parte III, Cap. 4).

E’ interessante notare che tali disposizioni secondarie sono state emanate tenendo conto dei numerosi commenti al documento di consultazione, ricevuti e pubblicati (nel rispetto delle richieste di anonimato o riservatezza) sul sito internet della Banca d’Italia insieme al  resoconto della consultazione e alla relazione sull’analisi di impatto della regolamentazione (AIR).

Qualsiasi socio che legga le condizioni sopra riportate non può che prendere atto che le limitazioni al recesso riducono, a parità di condizioni, anche il valore delle azioni una volta che esse vengano quotate (ancorché al MTA). L’unica possibilità che io vedo, di fronteggiare il tracollo del valore, sta nella possibilità di reperire un partner interessato all’area territoriale di elezione di VB (cioè del NE italiano) e che non sia ancora presente in loco.

Il valore di mercato delle azioni è sempre un valore che sconta il futuro e che non guarda indietro e, nel caso di specie, un futuro molto incerto già incorporato nelle aspettative degli osservatori e degli stakeholder.

Ma VB ha avuto il coraggio di prendere il toro per le corna e non si ha notizia di analoghe prese d’atto di banche nelle medesime condizioni: purtroppo i pifferai di turno stanno conducendo i soci ad annegare nell’infido oceano della speranza.

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