Grecia: alea iacta est.

Il debito è una medaglia con due e due sole facce: la moneta è un debito del principe che si impegna a convertire la moneta, coniata in metallo (in una lega) più vile dell’oro , in oro puro che sta nei suoi forzieri.

Il principe, come ci ha spiegato Aristotele, stampa la sua effige nella moneta di metallo più vile per testimoniare che il suo debito è in oro puro, testimonia cioè il contenuto aureo di quella lega che consente alla moneta di circolare meglio. Più il metallo è vile, meno oro serve per il conio: così ci si accorge che non ne serve affatto, dato che il principe ne testimonia il contenuto effettivo in metallo prezioso.

Dal metallo vile alla carta, concettualmente il passo è breve: effettivamente, però, sono necessari alcuni secoli. Dalla carta, al conto corrente di corrispondenza di alcuni emittenti, il passo è ancor più breve mai vogliono alcuni decenni. Dal conto corrente di corrispondenza di alcuni emittenti alla moneta elettronica, messa in campo dei medesimi emittenti, il passo è ancor più breve e sono sufficienti alcuni anni.

Ciò che non cambia è la fiducia nell’emittente che testimonia la `bontà’ della moneta: cioè il suo effettivo contenuto aureo, in tempi di convertibilità diretta o mediata (ad es., in dollari convertibili). Che l’emittente sia il principe o una banca centrale cui si è attribuito il compito di salvaguardare il contenuto effettivo della moneta dipende dalla circostanza che il principe `rubava’ al popolo: cioè `tosava’ la moneta, cioè dichiarava un contenuto aureo diverso da quello effettivo.

In regime di non convertibilità, né diretta né mediata, il parametro di riferimento per la bontà della moneta è il PIL anzi, più precisamente, la misura del finanziamento del PIL cioè il rapporto Debito/PIL (D/PIL); ma siccome il Debito è l’accumulazione dei deficit annui, bisogna tenere sotto controllo anche il deficit/PIL (d/PIL).

Se il PIL cresce a debito, significa che qualcuno deve finanziarlo, cioè bisogna trovare qualcuno che compri quel debito o, almeno, che alla scadenza sia disposto a rinnovare il debito già contratto. E via di seguito.

Siccome però il PIL è un’opinione, bisogna mettersi d’accordo sul suo contenuto, su come misurarlo; il debito invece è un contratto stilato in una valuta: moneta ($, £, €, dracma, lira, ecc.) oggi contro moneta ($, £, €, dracma, lira, ecc.) domani più l’interesse. Se un debito è contratto in €, la prestazione finale dovrebbe essere in €, o in moneta convertibile alla pari in € (1 a 1).

Però i contratti possono essere disattesi: poco male; inutile piangere sul latte versato.

Il punto però capire se un debitore insolvente troverà nuovo credito. Eccetera.

A meno che non si esca dal regime capitalistico come propone Toni Negri.
Choise

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: