Il `falso in bilancio’: un saggio fra ignoranza, populismo e italica ipocrisia.

In Parlamento è in discussione la modifica dell’art. 2621 C.C. nei seguenti termini:

«Art. 2621. –– (False comunicazioni sociali) — Fuori dai casi previsti dall’articolo 2622, gli amministratori, i direttori generali, i dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari, i sindaci e i liquidatori, i quali, al fine di conseguire per sé o per altri un ingiusto profitto, nei bilanci, nelle relazioni o nelle altre comunicazioni sociali dirette ai soci o al pubblico, previste dalla legge, consapevolmente espongono fatti materiali rilevanti non rispondenti al vero ovvero omettono fatti materiali rilevanti la cui comunicazione è imposta dalla legge sulla situazione economica, patrimoniale o finanziaria della società o del gruppo al quale la stessa appartiene, in modo concretamente idoneo ad indurre altri in errore, sono puniti con la pena della reclusione da uno a cinque anni. La stessa pena si applica anche se le falsità o le omissioni riguardano beni posseduti o amministrati dalla società per conto di terzi».

L’articolo si presta almeno alle seguenti obiezioni di fondo:

1) ‘al fine di conseguire per sé o per altri un ingiusto profitto’: cosa sia l’ingiusto profitto, spetterà alla magistratura inquirente determinarlo dopo, naturalmente, avere indagato il soggetto responsabile della comunicazione sociale. Come per altre materie, si lascia alla responsabilità della magistratura, considerata onnisciente, di decidere su questioni indefinite e indefinibili (es. giusto o ingiusto profitto);

2) `consapevolmente espongono’ chi sono costoro? Tutti i componenti gli Organi societari. Ma si sa che, in un’impresa strutturata e per di più quotata, la responsabilità della redazione del bilancio spetta agli uffici preposti che ne propongo la deliberazione agli Organi che, di solito, non sono in grado di entrare nel merito. Ancora una volta spetta alla magistratura addentrarsi in questa spinosa problematica.

3) `fatti materiali rilevanti  non rispondenti al vero’ e qui si tocca il massimo dell’ignoranza: fatti materiali? Ma il bilancio non è costruito su `fatti’, se non in piccolissima parte; è costruito invece prevalentemente su opinioni relative al futuro! Quali ammortamenti, quali svalutazioni dei crediti, quali valutazioni di magazzino sono rispondenti al vero?

In generale si attribuisce alla magistratura la responsabilità di dirimere questioni di grande complessità che richiederebbero competenze non comuni e non diffuse e si alimenta il mercato delle consulenze tecniche e della loro opacità. Il risultato è che in Italia, i condannati per reati del genere si contano sulle dita di una mano rispetto agli altri Paesi Europei.

Comunque, ringraziano il Parlamento non solo i CTU, ma anche quei magistrati che hanno facoltà di farsi un po’ di pubblicità indagando chiunque sul `falso in bilancio’, senza poi cavarne un ragno.

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