L’anzianità fa grado anche sulla riforma delle Popolari.

Non ci posso credere eppure sul Corriere di oggi leggo la dichiarazione di Alvise Recchi, amministratore delegato di Sodali, società internazionale di consulenza in corporate governance:

È chiaro che la vicenda [la legge di riforma] presenta aspetti legali che vanno approfonditi, ma la formula del voto maggiorato sembra oggi rispondere all’esigenza di riconoscere un diritto a quei soggetti che risultano investitori nelle banche da diversi anni. Sia chiaro, non è il tentativo di blindare le banche, la loro apertura al mercato è nei fatti. Ma appare evidente che, soprattutto rispetto a una larga fetta di investitori retail questo strumento possa apparire rispondente a esigenze diffuse. Inoltre, è possibile anche ipotizzare una specie di meccanismo premiante per gli azionisti retail di lungo corso, un po’ come è stato fatto durante le privatizzazioni con le bonus share».

Sia chiaro… non si tratta di blindare, ma di tergiversare… dato che il mondo va a rilento.. e che chi si è fidato dei `banchieri de noantri’ deve continuare su questa via.

Sono quasi sicuro che i `nocciolini’, con l’appoggio del frenatore Baretta, riusciranno a vanificare una delle riforme strutturali.

 

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