Il difficile compito del Presidente Draghi

La notizia del conclamato via libera della Corte UE alle operazioni di QE paventate dal Presidente Draghi viene letta dalla BBC in modo meno entusiastico di quanto non abbia fatto ieri la stampa italiana.

La Corte, infatti, ha stabilito che le operazioni OMT (Outright Monetary Transactions) sono compatibili `in linea di principio’ con le prerogative attribuite alla BCE (unica responsabile della politica monetaria europea cui deve essere lasciata ampia discrezionalità nell’attuazione del proprio compito date le conoscenze e le competenze professionali di cui dispone) ma che le operazioni aggiuntive, quelle per l’appunto denominate QE (Quantitative Easing), possono essere condotte se vengono rispettare alcune condizioni.

Come si ricorderà, nell’agosto 2012, il Presidente Draghi ebbe a dichiarare che avrebbe fatto tutto il possibile per salvaguardare l’euro, che considera un fatto irreversibile, e, in tutti i suoi interventi, ha sempre dichiarato che la politica monetaria non è onnipotente ma che deve essere accompagnata da riforme strutturali presso i Paesi membri. Anche nell’ultimo speech ha dichiarato che la politica monetaria non ha infinito possibilità d’azione.

Pur in presenza di tassi dell’interesse bassissimi e di un periodo di politica monetaria ben più che accomodante (le operazioni non convenzionali), non si è però riusciti a fronteggiare il calo dell’inflazione, ora divenuta deflazione tout court.

Così ora la BCE si trova sotto pressionee e si profilano altre manovre quantitative che, si dice, dovrebbero riguardare l’acquisto massiccio di titoli sovrani sul mercato secondario, in aggiunta alle già previste OMT le quali, però, non sembrano essere mai partite effettivamente anche se il loro semplice annuncio ha contribuito a calmare i mercati finanziari.

Dopo avere ricordato le serie complicazioni legali del QE, il resoconto della BBC illustra la distinzione fra OMT e QE, utile per capire le difficoltà da affrontare per risollevare l’inflazione al 2%.

Anzitutto rispetto agli obiettivi: le OMT cercano di contrastare il costo eccessivo dell’indebitamento paventato dai governi che temono il crollo dell’euro, mentre il QE tende a fronteggiare la deflazione.

In secondo luogo, rispetto agli strumenti finanziari: con le OMT, ci si riferisce a titoli che i governi considerano troppo costosi in termini di rendimento offerto, mentre il QE deve ancora essere praticato e dovrebbe riguardare più in generale i titoli sovrani dei governi dell’eurozona.

In entrambi i casi la BCE stamperebbe moneta; ma con le OMT  la Banca avrebbe la possibilità di sterilizzare la moneta creata il che non accadrebbe con il QE.

Così il QE potrebbe realizzarsi all’interno di esplicite motivazioni a supporto dei programmi di acquisto e non dovrebbero implicare aiuti ai Paesi membri.

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