Riusciranno le T-LTROs a risollevare le sorti dell’economia?

Fra le operazioni non convenzionali della BCE sono state previste, fin dal 5 giugno scorso, le Target Long Term Refinancing Operations (TLTROs): si tratta di prestiti della BCE volti ad incentivare le banche che vi aderiscono a finanziare l’economia reale. Si è previsto che le operazioni si svolgessero in due fasi: la prima, nel corso del 2014; la seconda, con cadenza trimestrale a partire dal prossimo Marzo 2015 e fino al Giugno 2016.

Per la prima fase, conclusasi in questi giorni e realizzatasi il 18 Settembre e l’11 Dicembre scorsi, è stato previsto che le controparti aderenti all’iniziativa (singole banche o banche capofila di gruppi di banche costituiti ad hoc) potessero prendere a prestito un ammontare massimo pari al 7% dei prestiti in essere (eligible loans) a fine Aprile 2014, a favore di soggetti non finanziari privati: cioè famiglie e imprese private, esclusi i prestiti fondiari (loans to households for house purchase).

La seconda fase, relativa al periodo Marzo 2015 – Giugno 2016, prevede che le banche possano prendere a prestito ammontari maggiori del 7% fissato in precedenza e rapportati ai fidi netti (eligible net lending: nuovi fidi dedotti i prestiti rimborsati, quelli venduti e quelli cartolarizzati).

L’ammontare massimo ottenibile da ciascuna controparte viene rapportato ad un benchmark determinato sulla base dei fidi netti (eligible net lending) concessi all’economia nel periodo 30 Aprile 2013 – 30 Aprile 2014.

Il tasso dell’interesse previsto è pari al tasso prevalente sulle operazioni di rifinanziamento principale maggiorato di 10 basis points (nel caso dell’operazione dell’11 Dicembre scorso: 0,05% + 10 = 0,15%) .

Pe i rimborsi è previsto che per ogni T-LTRO, dopo 24 mesi, le controparti possano optare per il rimborso pro-quota semestrale; le controparti che rimangono al di sotto del benchmark dovranno invece rimborsare entro Settembre 2016. Tutte le operazioni scadono comunque nel Settembre 2018.

Le controparti sono assoggettate ad uno specifico report.

Commento.

A conclusione del flop della seconda operazione di quest’anno, la maggior parte degli osservatori ha concluso che non resta altro che dar corso al QE, nel senso dell’acquisto di titoli sovrani, presumo sul mercato primario, oppure sul secondario con sterilizzazione (ma non mi è chiaro, dati i vincoli istituzionali attuali).

A me sembra però che questa conclusione sia un po’ affrettata perché nel corso del prossimo anno e mezzo le operazioni architettate potrebbero trovare controparti maggiormente disposte ad accedervi.

Col passare dei mesi, infatti, l’aggiustamento economico (Ebitda) e quello finanziario (la liquidità bancaria) potrebbero migliorare e ridurre le preoccupazioni di un numero crescente di banche sulla rischiosità degli attivi futuri. Potrebbero cioè re-iniziare a finanziare l’economia, dato che a) la base del benchmark è rapportata ad un periodo (Aprile 2013 – Aprile 2014) di notevole rarefazione del credito; b) gli squilibri di liquidità impliciti nei finanziamenti all’economia possono venire aggiustati oggi a condizioni economiche e finanziarie assolutamente irrisorie.

Penso che la miccia di Draghi abbia ancora tempo di bruciare.

Vedi:

http://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2014/html/pr140605_2.en.html/

http://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2014/html/pr140703_2_Annex.pdf?802e8ef23d5fb5f60bd03a52d9c3c106/

http://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2014/html/pr140703_2_TLTRO_Guidelines.pdf?272f072821dad34fa7829a9a8c609836/

http://www.bruegel.org/nc/blog/detail/article/1503-tltro-spoils-christmas-holidays-at-the-ecb/

 

 

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4 commenti

  1. Inviato dicembre 15, 2014 alle 6:36 pm | Permalink | Rispondi

    La risposta è semplice: No, i TLTRO non basteranno.Avevamo discusso mesi fa sulla esiguitaà dell’ammntare, L’importo acquistato si è rivelato modesto, esattamente come avevo previsto. La mia impressione è che Draghi voglia provare che tutto quel che si può fare di “convenzionale” non basta. Per risollevare l’economia dalla depressione la carta non serve. Non basterà nemmeno la monetizzazione di qualche centinaio di mld di titoli (ammesso che Draghi ci riesca). L’unica cosa su cui può sperare è che le aspettative su HICP smettano di scendere per non rendere ancor drammatica la crisi. Sarebbe già tanto.

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    • Inviato dicembre 16, 2014 alle 6:28 am | Permalink | Rispondi

      Secondo me, invece, la risposta non è semplice perché non penso che, nella situazione attuale, ci sia un problema di quantità.

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      • Inviato dicembre 17, 2014 alle 6:09 pm | Permalink | Rispondi

        Che l’operazione TLTRO NON serva a rilaciare l’economia (il problema che ti assilla) è pacifico.
        I fondi richiesti sono pochissimi, addirittura inferiori a quelli prossimi a rientrae

        leggi

        <<>>>

        Nel prossimo pezzo che devo postare in http://www.martel,com, spiegherò perchè Draghi dovrà sudare + di qualche camicia per acquistare i BOT-BTP (cioè fare quello che Ciampi riuscì a far cessare negli anni Ottanta).

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      • Inviato dicembre 17, 2014 alle 6:20 pm | Permalink | Rispondi

        Dimenticavo di aggiungere: scrivi che il problema non è la quantità (ovviamente concordo),. Quale sarebbe il problema?
        Se pensi che i TLTRO non siano risolutivi, perchè ti sei posto l’interrogativo “Riusciranno le T-LTROs a risollevare le sorti dell’economia?”

        La citazione da Bloomeberg che intendevo fare nel mio commento precedente, non compare. Pazienza, era una conferma.

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