Il destino della tecnica, battere le ideologie.

Oggi il suo limite è di essere usata come mezzo al servizio dei poteri  e non come fine di Emanuele Severino (140729Severino)

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2 commenti

  1. Inviato agosto 4, 2014 alle 3:53 pm | Permalink | Rispondi

    Non so, ma non credo che la tecnica risolverà i problemi dell’uomo; a me sembra inoltre che anche la velocità di evoluzione della tecnica renda l’uomo ancor meno in grado di dare risposte, di fare qualcosa, di spendersi per un nuovo umanesimo. Così, chi ne è consapevole si arrovella; chi non lo è non se ne preoccupa.

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  2. Inviato agosto 3, 2014 alle 9:05 pm | Permalink | Rispondi

    Che la fiducia nella tecnica (piuttosto che la tecnica) sia ideologia ossia orientamento dominante e, di conseguenza, orientamento che mira a prevalere su altri è il meno che si possa dire.

    Secondo altri (Gunther Anders, per esempio) la tecnica è diventata il vero soggetto della storia. Abbiamo da tempo rinunciato a fare delle nazioni e delle classi i soggetti della storia. In parte consapevolmente tutti viviamo dentro la tecnica, con la tecnica, di e per la tecnica. Senza di essa e dei suoi frutti viviamo sempre meno e sempre meno volentieri

    Gunther Anders aggiunge che la conferma della tesi secondo cui la tecnica è il soggetto della storia risiede, visibilissima e terribile, nel fatto che dal suo corso e dal suo impiego dipende l’essere o il non-essere dell’umanità.

    Martin Heidegger aggiunge che l’umanesimo è finito e che l’uomo non è affatto preparato a questo rivolgimento. L’uomo non è ancora capace di aggiungere un pensiero o di proporre un confronto adeguato con ciò che sta realmente emergendo nella nostra epoca.

    Umberto Galimberti (che di Anders e forse anche di Heidegger è estimatore) aggiunge che l’uomo ha però il mito della tecnica come a dire che l’uomo è posseduto e governato dalla idea della tecnica e della sua onnipotenza.

    Che la tecnica sia onnipotente o che la sua onnipotenza possa essere controllata e indirizzata per il bene dell’umanità è un mito accessorio e implicito. Aggiungerei. L’uomo è consapevole che le tendenze in atto non sono sostenibili, ma non sa cosa fare. E’ convinto che, alla fine, la tecnica, onnipotente, basterà a risolvere i problemi. Ne è convinto che basti volerlo o ha solo la speranza.

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