Un’imposta mondiale sul capitale?

L’immagine illustra una vasca da bagno ove si sono lavati 19,909 biglietti da un dollaro: asciugati e stirati verranno usati per pagare le tuition fee di una scuola (Miao Jiaxim e Heeran Lee).

Screen Shot 2014-03-09 at 10.30.25L’ immagine affianca la bella recensione di Michele Salvati al libro di T. Piketty, Le capital aux XXI siècle, Seuil 2014 (pp. 960 – 25 €) che compare oggi alla p. 4 de `La Lettura’, allegata al Corsera.

Il libro parte dalla relazione fra reddito e capitale (o ricchezza) per cui sembra immanente il fatto che il reddito del capitalista cresca più del reddito complessivo di un Paese. L’autore illustra poi le vie attraverso le quali la ricchezza si concentra in poche mani e dimostra l’impossibilità dei meccanismi capitalistici di contrastare le crescenti disuguaglianze che seguono.

A maggior ragione oggi, in presenza di un villaggio economico globale cui si contrappongono Stati sovrani frammentati. Ci si potrebbe opporre, propone, attraverso una `imposta mondiale sul capitale’.

E’ quanto si sta ipotizzando laddove si discute di voluntary disclosure?

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