Possono le BC cancellare i debiti pubblici dei rispettivi Paesi?

Linkiesta pubblica un interessante pezzo di G. Arfaras ove si dà conto di un interessante dibattito (qui, qui e qui) che si chiede se sia possibile cancellare il debito pubblico dei Paesi a mani delle rispettive banche centrali. La domanda cerca di rispondere all’osservazione dell’incapacità delle politiche monetarie e fiscali di supportarsi l’una con l’altra.

Con riferimento alla BoE, si osserva che essa detiene la non irrilevante quota del 25% del debito pubblico britannico. Misurando il peso relativo di tale ammontare sull’Attivo della BoE, la cancellazione richiederebbe un abbattimento di analogo ammontare del Netto patrimoniale. Nonostante l’espansione dei bilanci delle banche centrali seguita alle recenti operazioni di QE, il peso sull’Attivo e il conseguente abbattimento del Netto non dovrebbero essere di ammontare irrilevante.

Una soluzione potrebbe essere quella di cancellazioni e abbattimenti scaglionati nel tempo.

Con riferimento alla BCE, l’ipotesi sembra presentarsi più macchinosa ma non impossibile: il Netto, infatti, appartiene pro-quota ai detentori del capitale sociale e quindi cancellazioni e abbattimenti dovrebbero realizzarsi pure pro-quota, nel tempo e regressivamente, con il vincolo di mantenere intatto l’assetto della governance.

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3 commenti

  1. Inviato novembre 27, 2012 alle 12:41 pm | Permalink | Rispondi

    Siamo sempre lì (http://www.lavoce.info/articoli/pagina1003426.html): anche nella restituzione degli interessi maturati sui titoli di Stato si ripropone la faccenda del pro-quota e del pericolo di alterare la governance della BCE.

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  2. Inviato novembre 12, 2012 alle 8:40 am | Permalink | Rispondi

    Forse mì confondo. Ho l’impressione pero’ che se la Banca Centrale compra titoli di Stato si procede a monetizzare il debito pubblico. Ciò ha dei vantaggi e degli svantaggi. Tanto che un tempo valeva la regola del “divorzio” e non si poteva (non si può) imporre alla banca centrale tali acquisti. Se “costringiamo” la banca centrale a comprare titoli pubblici realizziamo una politica accomodante verso le esigenze del Tesoro e questo e’ fonte di guai. Siccome tale politica e’ pericolosa e dolorosa da disattivare, allora pensiamo di renderla irreversibile. La logica della proposta di Arfaras e’ di rendere irreversibile il finanziamento del debito pubblico da parte della banca centrale. È una sorta di tassazione patrimoniale in capo a un soggetto che sfugge dalla tutela dell’opinione pubblica. Che si imponga una tassa patrimoniale sulla banca centrale non è che interessi a tanti interlocutori …

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    • Inviato novembre 12, 2012 alle 3:26 pm | Permalink | Rispondi

      Osservo che: a) mi ha spinto al post il fatto che il dibattito stia crescendo in ambito BoE; b) d’accordo che si tratta di una patrimoniale a carico della BC poco interesante per il pubblico, ma che mi pare interessante per la riduzione del debito pubblico.
      E questo per quanto riguarda il debito in portafoglio: à la guerre comme à la guerre.
      Questa manovra può trasformarsi in un futuro in un permanente finanziamento monetario del Tesoro? Non credo e non me lo auguro.
      Potrebbe essere un’operazione una tantum per dare un colpo secco all’ammontare del debito? Questo, a me sembra, potrebbe essere…
      Voglio dire che non vedo destinatari che sopporterebbero meglio una patrimoniale del genere.

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