Stabilità dei prezzi

Uno dei miei maestri diceva sempre che non vi è nulla di più inedito della carta stampata: come dargli torto leggendo quanto quotidianamente viene dato in pasto al popolo sovrano in materia di fiscal compact? L’anno passato la BCE ha ripubblicato una nuova edizione di un agile volumetto che spiega bene il significato di inflazione e di deflazione.

In questo drammatico periodo sembra   che si sia smarrito il senso profondo della necessità di una politica della stabilità dei prezzi, quasi che l’Eurozona dovesse scegliere fra austerità e inflazione/deflazione: permane cioè l’idea che la politica monetaria debba supplire, d’ufficio, alle carenze delle altre componenti della politica economica.

L’assenza di queste ultime consente al mercato della politica di scaricare sulla BCE le rispettive responsabilità, contando sul fatto che una politica monetaria accomodante implica una variazione dei prezzi la quale viene percepita dal pubblico come un evento naturale. Al riparo di questa credenza, la politica mantiene intatto il proprio potere di caricare sulle prossime generazioni l’onere di debiti contratti per sostenere spese correnti, spesso improduttive perché generate da rendite di posizione.

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