Disincagliare le banche per disincagliare le imprese

L’accomodante politica monetaria della BCE si arricchisce da oggi della temporanea attivazione di un altro importante strumento operativo: la possibilità di costituire prestiti bancari in garanzia di finanziamenti di banca centrale.

L’iniziativa si affianca alle due operazioni a lungo termine (LTRO, la prima della fine del dicembre scorso e l’altra che partirà il prossimo 1° marzo 2012) attraverso le quali si cerca di perseguire l’obiettivo di fornire liquidità al sistema bancario per favorire, dapprima, il risanamento delle banche fortemente provate dalla crisi e, successivamente, per creare le condizioni volte a favorire il finanziamento delle imprese meritevoli di credito.

Con riferimento al provvedimento sulle nuove attività idonee (eligible), si possono proporre almeno tre osservazioni: il ruolo delle ECAI, il merito di credito di tali attività, l’espansione monetaria.ECAI. Nonostante la bagarre delle scorse settimane, scatenatasi a seguito del downgrading del debito sovrano italiano, alle ECAI continua ad essere riservato un ruolo preminente, pur all’interno di un ‘quadro di riferimento dell’Eurosistema per la valutazione della qualità creditizia’ (ECAF, Eurosystem Credit Assessment Framework) ampliato e che trova fondamento nelle linee guida ECB/2009/01 (in GUCE del 5.2.2009).

Merito di credito. Questo aspetto assume due componenti: la previsione che i prestiti idonei potranno avere un probabilità di insolvenza fino all’1% e la previsione dell’ampliamento del quadro appena citato ad un sistema di valutazione interno alla Banca d’Italia (VALCRE). Quest’ultimo, pur inserendosi ovviamente nelle previsioni dalla BCE relativamente ai vigenti criteri di idoneità dei collaterali (v. ECB, The implementation of monetary policy in the euro area…, Cap. 6, Feb. 2011), è tuttavia riservato alle banche che non dispongano né di un sistema di rating interno (IRB), né di un fornitore di rating terzo. Ne segue che la Banca d’Italia assume così un ruolo determinante nel facilitare l’accesso delle banche al finanziamento della BCE.

Q.E. Il difficile equilibrio che la BCE sta perseguendo per rilanciare l’Eurozona appare evidente: l’espansione monetaria complessiva e la recente diminuzione dei tassi rientrano fra i suoi compiti precipui; ora le BCN asseverano che i crediti possono essere idonei sostituti della moneta sonante.

Non sembra potersi sostenere che il sistema di banche centrali non faccia il possibile per rilanciare l’economia reale. La politica monetaria però non può sostituire la politica economica: può essere accomodante, ma non sostitutiva. Questa strada, in Italia, è stata prevalente per anni e il risultato è oggi evidente a tutti.

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