QE: possibili effetti sulle banche e sulle imprese.

Cercare di capire gli effetti del finanziamento a tre anni, per 500md., al sistema bancario da parte della BCE (22 dic. 2011), non è semplice perché non si dispone di informazioni rilevanti, quali la qualità degli eligibles e l’eventuale disponibilità di free capital delle banche.

Con riferimento alle banche, gli effetti possono essere distinti in due parti, non sempre fra loro immediatamente collegabili: effetti economici ed effetti finanziari.
1. I prestiti della BCE hanno per controparti le banche commerciali (in quanto soggette alla riserva obbligatoria) e vengono concessi a fronte di garanzie di titoli (eligibles).
2. Dal punto di vista economico, le banche che hanno fruito dei prestiti (quelle italiane per circa 115md.) devono registrare il costo per interessi (1%) che possiamo associare, deducendolo, ai ricavi percepiti per i rendimenti relativi agli eligibles ceduti.
3. E’ probabile che questi ultimi siano stati, fra quelli detenuti, i peggiori dal punto di vista economico-finanziario, anche se ottimi dal punto di vista giuridico-formale: probabilmente essi, avendo pertanto un rendimento elevato, risentono relativamente poco del costo loro associato.
4. Dal punto di vista finanziario, però, i minori ricavi (rendimento – 1%) registrati nel conto economico sono compensati da una maggiore liquidità degli attivi: in primis, cassa vs. collaterale.
5. La cassa, depositata presso la BCE, rende lo 0,5% e assicura, al detentore, il valore nominale a vista: in questo periodo la propensione delle banche per questi depositi è molto elevata perché, evidentemente, esse ritengono che impieghi diversi siano troppo rischiosi rispetto al rendimento che offrono (il valore di presunto realizzo di impieghi alternativi non è percepito come remunerativo).
6. Bisogna perciò attendere che le banche optino per impieghi alternativi, associati a diversi profili di rischio, per fruire di rendimenti maggiori: ad es., impiegare sull’interbancario, comprare valori mobiliari, concedere prestiti alle imprese. Maggiore sarà il rendimento, maggiore sarà la velocità di ricostituzione degli utili, che potrebbe avvalersi anche di coraggiose e massicce riduzioni di costi (ad esempio del personale), aumentando così la velocità di ricostituzione dei mezzi propri.

Le banche però possono erogare maggiori prestiti solo se dispongono di free capital, il che si realizza in due modi: migliorando la qualità degli attivi (es: cassa vs titoli) ovvero aumentando il capitale. L’EBA ha segnalato un forte fabbisogno di mezzi propri bancari, per cui la via del finanziamento diretto all’economia reale (alle imprese) appare in larga parte preclusa, se non collegata al miglioramento degli attivi (perseguito dalla BCE), o aumentando il capitale sociale (data la lenta ricostituzione degli utili).

Sembra ipotizzabile, però, che questa prima tranche di finanziamenti al sistema bancario sia servita, anzitutto, a risistemare i conti economici delle banche in vista della chiusura dei conti di fine 2011. Bisognerà attendere la tranche di QE preannunciata per il 1° marzo p.v. per avere una visione meno approssimativa della questione e per verificare se la propensione per i depositi presso la BCE diminuirà.

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