Spread: riassunto veloce di una parola di moda

Ieri lo spread fra titoli di Stato italiani e tedeschi a 10 anni si è attestato sui 513 basis points (bps), pari al 5,13%, portando il rendimento richiesto ai titoli italiani sul 6,95%.
Lo spread, la differenza fra i rendimenti dei due strumenti finanziari esaminati, segna il maggiore premio al rischio che un sottoscrittore deve pagare per comprare titoli italiani rispetto a quelli tedeschi: il premio al rischio del bund era ieri pari all’1,82% mentre quello sui Btp era pari al 6,95%, registrando così un maggior premio al rischio di 513 bps.

Edoardo Tagliavini (studente del MSc in Finance alla Univ. of Dundee) mi segnala la voce di Wikipedia – TED spread – ove si ricorda che l’acronimo deriva dalla combinazione fra Titoli di Stato a breve statunitensi (T-bills) e i contratti future in EurdoDollar (ED) e che, più recentemente, esso indica lo spread fra tasso dell’interesse a tre mesi su T-bills e LIBOR (London InterBank Offered Rate). I primi sono considerati `privi di rischio’ a differenza dell’interbancario che richiede un maggiore premio.

Rimasto per anni intorno ai 50 bps, dopo la crisi del 2007 l’indicatore si è impennato notevolmente come si può osservare dal seguente grafico.


Il TED spread viene quotidianamente quotato: relativamente al 2011 si può osservare il seguente grafico e, con un clic, ci si può rapidamente portare su di un grafico interattivo per effettuare interessanti confronti.

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