Il debito pubblico italiano pro-capite secondo Bloomberg (1994-2011)

Ringrazio l'amico che ha attirato la mia attenzione sul grafico che segue: vi è una convincente rappresentazione del debito pubblico italiano in capo ad ogni cittadino, dal 1994 al 2011, e del contributo fornito dai diversi governi susseguitisi negli anni. Come al solito, un grafico è più eloquente di tante chiacchiere.

dp94-11 

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7 commenti

  1. anonimo
    Inviato novembre 18, 2011 alle 4:03 pm | Permalink | Rispondi

    Buongiorno Professore, il grafico che lei inserisce nel proprio sito l'ho visto più volte su altri blog o siti e devo dire che ogni volta facevo sempre la medesima osservazione. Secondo me un conto è analizzare la crescita del debito pubblico italiano negli ultimi 20 anni e trarre delle conclusioni in merito alla classe politica italiana considerata nel suo complesso. Un altro invece è mettere a confronto leader politici di due partiti diversi e relazionarli col debito pubblico. Credo che la seconda non sia un'operazione fattibile e cercherò di spiegarle le mie motivazioni:
    1. Come primo argomento va considerato che l'ultimo Governo Berlusconi è durato 3 anni e mezzo, Berlusconi II e III è durato complessivamente 5 anni e Berlusconi I è durato poco più di un anno. Invece i governi che si sono intervallati tra i governi Berlusconi sono durati molto meno, l'ultimo di Prodi appena due anni o poco meno. Potrei quindi dire, sotto un certo punto di vista, che fare "danni" in meno di due anni è certamente più difficile che non in cinque anni.Questo non esime Silvio Berlusconi dalle colpe che attualmente ha e che secondo me riguardano tutte le infinite promesse mai mantenute oltre ad una guida dell'Italia poco "imprenditoriale". Quando un'azienda è in crisi un imprenditore serio prima taglia le spese inutili e poi rilancia gli attivi. Berlusconi con l'italia non l'ha fatto e secondo me questa è la sua più grande colpa. Si è presentato come un imprenditore di successo che aveva la ricetta per "guarire" l'Italia e si è dimostrato peggio dei precedenti governanti italiani. Detto questo voglio precisare che il proseguio del mio intervento non è da considerarsi come un intervento politico non essendo io sostenitore del partito di Berlusconi.
    2. Ogni Governo guida il Paese in condizioni economiche diverse, che richiedono sforzi e azioni diverse. Berlusconi nel 2001 è stato eletto prima dell'attentato alle Torri Gemelle e prima di una crisi che è cominciata proprio con l'attacco terroristico. Nel 2008 ad aprile non c'era la medesima situazione economica che in Italia ci sarebbe stata ad agosto, ad esempio. Nel 1993 lo stesso. Quando Prodi è andato al Governo, ad esempio, la situazione economica era certamente migliore. La crescita del 6.9% del debito pubblico pro capite è anche frutto delle politiche fiscali espansive che il Governo Berlusconi ha dovuto attuare (attuandole malissimo per me) contro la crisi. E' ovvio che in periodo di crisi economica l'economia va rilanciata e per farlo c'è bisogno di espandere la spesa pubblica.
    3. Le scelte di politica economica non hanno certamente un effetto positivo/negativo a breve termine.Se adesso il premier Monti facesse una manovra come si usa dire ultimamente "lacrime e sangue" o che comporti dei sacrifici (come preferisce Monti) di certo non otterrebbe risultati positivi nel prossimo anno, ma magari tra 5/10 anni. Ecco perché la politica non fa manovre simili: non sono politicamente convenienti. Quindi sia che Berlusconi abbia o no attuato politiche contro l'aumento del debito pubblico non è valutabile così presto ma dovremmo aspettare qualche anno. Noi sapiamo bene che lui queste politiche non le ha attuate, ma questa argomentazione mi serve per dire che non è neanche possibile dire che i Governi di sinistra o diversi da quello di Berlusconi abbiano invece adottato politiche lungimiranti di contenimento del debito pubblico.

    A mio avviso (e tralasciando ulteriori argomentazioni perché questo è solo un commento…) quindi il contenimento o l'espansione del debito pubblico non sono ideali difesi da una fazione politica o da un'altra in Italia. Semplicemente se in un Governo il debito pubblico pro capite è aumentato o diminuito, ciò è dipeso da diversi fattori, molti dei quali esterni al Governo stesso e non influenzabili dalla compagine di Governo. Avrebbe allora più senso domandarsi come il Debito pubblico è aumentato negli ultimi anni e cosa ne ha ottenuto la popolazione italiana, in modo da vedere come è stato speso. Darebbe sicuramente informazioni più interessanti sapere come i Governi hanno speso il denaro pubblico piuttosto che sapere come è variato il debito pubblico in presenza di un determinato governo, semplicemente perché non vedo molta correlazione fra i due fatti. Quelli da me fatti sono sicuramente discorsi elementari economicamente parlando ma forse queste precisazioni iniziali avrebbero permesso di dare un altro messaggio affinché non si possa interpretare che debito pubblico degli ultimi 20 anni e governi degli ultimi 20 anni siano correlati!

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  2. Inviato novembre 8, 2011 alle 9:59 pm | Permalink | Rispondi

    Debito pubblico è un'espressione che semplifica quella più appropriata di 'debito delle amministrazioni pubbliche' che si riferisce alle passività in essere, emesse dalle amministrazioni del  'settore pubblico'.
    Nel perimetro del settore vi è anche l'INPS che eroga la CIG: ma il debito dell'INPS è la risultante della somma cumulata dei deficit annui i quali, a loro volta, sono la risultante di un vasto insieme di flussi in entrata e in uscita in contropartita con l'INPS, compresi quelli che pagano la CIG.
    Per capire la relazione diretta fra debito pubblico e CIG, bisognerebbe studiare i flussi. Possiamo concludere però che la CIG incide sul debito pubblico.
    Gli aiuti alla Grecia, invece, vengono erogati dalla BCE che è un'istituzione sovranazionale, autonoma nelle sue scelte e con un bilancio autonomo.

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  3. anonimo
    Inviato novembre 5, 2011 alle 6:35 pm | Permalink | Rispondi

    Chiedo scusa, ma nel debito pubblico, c'è la componente della cassa integrazione e l'aiuto alla grecia?

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  4. anonimo
    Inviato ottobre 29, 2011 alle 10:15 am | Permalink | Rispondi

    Colpisce la durezza di cosa significa pagare la cena consumata dalla generazione precedente. In questo articolo si documenta l'effetto sulla capacità di costruire la propria famiglia:
    http://pewresearch.org/databank/dailynumber/?NumberID=1344

    Giulio Tagliavini

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  5. anonimo
    Inviato ottobre 28, 2011 alle 12:07 pm | Permalink | Rispondi

    Le nuove generazioni credo abbiano capito l'importanza dell'interesse collettivo, del bene comune. Abbiamo capito che una politica di cialtroni e doppiogiochisti non è più sostenibile. La politica autoreferenziale sta distruggendo l'Italia: servono faccie nuove.

    Sfortunatamente a noi giovani toccherà riparare gli errori commessi in passato (e nel presente). Del passato dovremo pagare la politica del paga Pantalone (oltre a saper amministrare le crisi bisogna sapere amministrare i periodi "d'oro"). Del presente dovremo pagare l'incapacità dei politici.

    Insomma, dovremo spreparare la cena consumata da altri. Anzi forse la stiamo già spreparando.

    Emanuele A.

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  6. anonimo
    Inviato ottobre 25, 2011 alle 10:15 am | Permalink | Rispondi

    C'è molto lavoro da fare, in effetti. Così vasto che è impossibile sperare di invertire la tendenza in pochi mesi. Se le persone si comportano nello stesso modo, ne consegue che continuano ad ottenere lo stesso risultato. Partire da una nuova norma costituzionale in tema di contenimento del debito pubblico mi sembra un segno di discontinuità che possa far scattare il giusto atteggiamento mentale. Nuovo.
    Giulio Tagliavini

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  7. anonimo
    Inviato ottobre 24, 2011 alle 9:15 am | Permalink | Rispondi

    Questo grafico permette di comprendere immediatamente il fallimento del sogno di ricorrere al IV° Governo Berlusconi per condurre ad efficienza l'economia domestica ed il debito pubblico. Si assisterà all'evoluzione di questo grafico, mese per mese, nei prossimi anni. L'esigenza fisiologica della sopravvivenza provocherà, a breve, i presupposti definitivi per il cambiamento del Governo. Nel programma del prossimo esecutivo non potrà non esserci l'obiettivo immediato di recuperare l'affidabilità ed un ruolo traente a livello europeo, internazionale ed interno; si dovrà perseguire, con decisione e fretta, oltre che la potatura strutturale della spesa pubblica, la privatizzazione diffusa delle attività non strategiche, la liberazione (liberazione!) delle capacità creative e produttive della collettività nazionale per produrre ricchezza. Non si tralasci il fatto che il Governo, nuovo ed atteso, si dovràa anche fare carico di avviare il percorso di medio termine volto a ri-educare il popolo italiano e, soprattutto, le generazioni future, a considerare come priorità irrinunciabili l'interesse collettivo, la selezione meritocratica ed la rilevanza penali grave dell'evasione fiscale e delle false comunicazioni sociali. 
    GianMario Raggetti

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