Sull'aumento del debito americano

Un rapporto del Dip. del Tesoro americano segnala che, dal 1960, l'aumento del debito è stato richiesto per 49 volte da Presidenti repubblicani e per 29 volte da quelli democratici.  Come mai la vicenda dell'aumento approvato oggi dal Congresso USA è stata così drammatica?
A quanto sembra, il dibattito si è incentrato su una diversa opinione dell'intervento dello Stato nell'economia: i fautori dell'aumento del debito (Obama compreso) ritengono che lo Stato debba farsi carico di diversi problemi; gli altri invece ritengono che l'indebitamento pubblico statunitense sia giunto a livelli inaccetabili. La mediazione fra le due posizioni si è avuta nei seguenti termini: ok all'aumento immediato dell'indebitamento ma drastici tagli sulla spesa nel prossimo vicino futuro.
Una delle facce del problema è il presumibile aumento dell'inflazione a seguito dei finanziamenti monetari del Tesoro americano, perché come tale si configura l'aumento dell'indebitamento attuale (serva esso a finanziare le guerre, la spesa sociale, a rispettare gli impegni in essere o quant'altro). 
La crisi attuale mi riporta alla mente il Ferragosto del 1971, quando l'Amministrazione Nixon abolì la convertibilità del dollaro in oro (36$/oz). 
Dopo di allora, per stampare moneta si è fatto riferimento a grandezze contabili (Diritti speciali di prelievo sul Fondo monetario internazionale, deficit e debito pubblici, PIL, serpenti monetari, ecc.) nell'ipotesi che ogni Paese avrebbe tenuto i conti a posto. In caso contario avrebbe pagato in proprio. 
Ciò non accadde: l'Italia stessa, ammessa al serpente con una banda di oscillazione del 3%, fruì successivamente di una banda del 6%.
Oggi steso assistiamo alle difficoltà di far rientrare i Paesi PIIGS.
Eppure l'inflazione, questo cancro silente che redistribuisce ricchezza a carico dei redditi fissi, non preoccupa il popolo sovrano.
Il grafico seguente (gentilmente inviatomi da Doug Short) illustra come l'inflazione sia cresciuta velocemente dopo l'abbandono dell'aggancio del dollaro all'oro.

oro:$
Non che il prezzo dell'oro fosse particolarmente indicativo; anzi dopo 30 anni dalla sua fissazione, la citata parità era diventata un mito. Comunque si trattava e si tratta di pezzi di metallo fisicamente misurabili.
A me sembra, in conclusione, che la recente vicenda abbia sferrato un duro colpo al dollaro quale moneta pivot del sistema monetario mondiale e che si stia preparando un nuovo ordine monetario incentrato su un paniere di monete come fu subito dopo l'abbandono dell'aggancio all'oro del 1971.
 
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5 commenti

  1. Inviato agosto 17, 2011 alle 11:41 am | Permalink | Rispondi

    Al mio ultimo anonimo interlocutore, rispondo che:

    1) sono abbastanza d'accordo sullo scenario che prevede un ruolo centrale della Cina (punti 1-3 e 5);

    2) sull'euro moneta-bluff: penso anch'io che costruire una moneta che non rappresenta uno Stato rappresenti una sfida e una sfida molto  ambiziosa.

    3) tuttavia, penso anche che qualsiasi moneta, diversa dalla moneta di uno Stato qual è l'euro (cioè qualsiasi moneta fondata su gradezze contabili come quelle sperimentate dopo il 15 agosto 1971: DSP, serpenti monetari, ecc.), sia fondata su accordi politici aventi per oggetto grandezze contabili (PIL, debito e deficit pubblici, indice dei prezzi, inflazione, ecc.) calcolati da Enti non governativi (Istat ed Eurostat, Bd'I e BCE, ecc.);

    4) ne segue che il core dell'euro (come di qualsiasi moneta, ancorché agganciata all'oro) è, e non può che essere, un accordo politico intorno alla volontà di costruire un certo tipo di Europa;

    5) gli accordi di Maastricht (e successive integrazioni) prevedevano un accordo politico-tecnico sulle seguenti grandezze: PIL, Debito pubblico (non maggiore del 60% del PIL), Deficit annuo (non maggiore del 3% del PIL);

    6) l'accordo politico-tecnico in seno alla BCE prevedeva una grandezza obiettivo: incremento dell'inflazione annua intorno al 2%;

    7) gli accordi prevedevano un obiettivo politico: trovare il modo di costruire un'Europa attraverso la costruzione di una moneta unica fondata su grandezze contabili;

    8) obiettivo velleitario? Forse. Generico? No davvero. Ambizioso? Sicuramente. Perseguibile? Solo con la volontà politica.
       
    9) ma se gli Stati membri, se gli Stati fondatori (tipo l'Italia) non ci stanno perché violano gli accordi o non fanno nulla per perseguirli o, addirittura, con una mano firmano gli accordi e con l'altra non fanno nulla per limitare il deficit e quindi il debito, ovviamente l'euro non regge;

    10) ma, allora, entriamo in ragionamenti che rientrano nella scienza della politica, ambito che sicuramente io non controllo;

    11) e non posso che augurarmi che la conclusione sia 'più Europa', quindi 'più euro', quindi 'più conti a posto' proprio per fronteggiare un futuro con nuovi potenti attori.

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  2. anonimo
    Inviato agosto 10, 2011 alle 4:19 pm | Permalink | Rispondi

    Ragionando per concetti semplici:
    I problemi monetari…nonostante tutto, restano la manifestazione di scontri di potere nel contesto dell’economia reale.
    (1) Le Autorità cinesi, nel breve periodo, hanno l’interesse a non far fallire il loro debitore principale. Si spiegherebbe, al riguardo, il loro annuncio di non immaginare il dollaro come moneta unica di riferimento internazionalee. Questo annuncio sta provocando un indebolimento di tale moneta, ma, intanto, permette al loro debitore (gli USA) di esportare meglio e di continuare a sopravvivere per un poco di tempo.
    (2)Le Autorità cinesi potrebbero usare questo tempo, per organizzare la loro discesa in campo, sul piano monetario: qualsiasi moneta internazionale di riferimento internazionale dovesse apparire all’orizzonte, nei prossimi 2 anni, avrà un regista “full time” con gli occhi a mandorla.
    (3)Il dollaro assumerà il ruolo di una moneta connessa con l’economia di un paese (gli USA) in cui si muterà in modo sostanziale ed in senso negativo, rispetto alle aspettative delle condizioni di vita della sua collettività nazionale.
    (4)l’Euro, diciamolo, è una moneta finta: un bluff! Lo si sta vedendo. Dietro di essa non vi è alcun stato federale ne un’economia continentale. Non sarà la misera squadretta di bancari della BCE a celare la vacuità di essa!La pessima demografia (presenza di vecchi eccessiva e presenza dilafante di giovani che hanno solo la pretesa di vivere sempre meglio…), con debiti pubbblici allucinanti che mai, mai, saranno rimborsati e condotti a pareggio…senza conflitti sociali…esasperati! Per altro, si tratta di paesi (Europei)impegnati in processi ferrei di riduzione delle spese pubbliche e, di investimenti nell’economia reale!E le innovazioni..chi le sviluppa? Paesi che non esportano e che hanno una domanda interna in discesa continua! Paesi .che avranno difficoltà nell’accumulare risparmio a livello domestico e di attrarlo, a prezzi ragionevoli, dall’estero!
    (4) L’Euro, forse, sarà credibile solo se, i paesi Euro, oltre, a ridurre i propri deficit pubblici, decidessero immediatamente di rinunciare, ciascuno, alla nomina nazionale del rispettivo ministro delle finanze, dell’economia, della sanità, della Università, degli affari esteri,della difesa,impegnandosi a delegare, fin dal 2012, tali funzioni a ministri di livello sovranazionale.
    (5)Intanto, la Cina continua ad acquisire, insieme a Brasile, giappone, India, e paesi del sudest asiatico,..le fonti di materie prime: l’Africa, in questo senso, è letteralmente gestita da accordi tra governi locali e governo cinese, sulla base di baratti!
    (6) A mio avviso, stiamo assistendo ad un’ evoluzione (giusta, a mio avviso, sul piano storico)che porterà benessere in paesi con popolazioni tradizionalmente povere guidate, negli ultimi decenni da visioni politiche di lungo respiro, fondate su interessi collettivi e non particolari (tranne che per i capi del regime!).
    In breve, si sta assistendo ad uno scontro (globale) tra…la cicala e la formica! E, come sempre, ancora una volta, …(tranquilli!), vinceranno le formiche (gialle?)!

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  3. Inviato agosto 10, 2011 alle 10:45 am | Permalink | Rispondi

    Nell'ordine, io penso che:

    1. Se viene meno il dollaro, un nuovo ordine monetario sarà possibile solo a seguito di un accordo fra le grandi potenze che organizzano un paniere di monete ove ciascuno dei grandi partecipa in proporzione del potere che esprime, e che gli altri partner gli riconoscono, in quel momento;

    2. Non credo vi siano 'persone assennate', come accadde alla fine della 2° guerra: il senno (di poi) si creò a seguito della tragedia di quella guerra che segui a soli 20 anni di distanza, la prima;

    3. Sarà un accordo politico a garantire un accordo monetario, come è sempre stato: anche l'aggancio all'oro dipendeva dall'accordo fra mercato e politica sul prezzo dell'oro. Solo le anime belle credevano che il prezzo dell'oro dipendesse dal costo di produzioe (o di estrazione);

    4. In assenza di un accordo fra i grandi, vi sarà guerra fisicamente intesa fra di loro e, alla fine, vincerà la moneta di chi ha vinto la guerra;

    5. In questo scenario, l'Europa e l'euro non c'entrano, cioè non contano: sono nate entrambe come reazione alle guerre del Secolo breve, in una prospettiva di consolidamento della pace;

    6. Il crollo del dollaro è uno dei segni del crollo della potenza militare americana che ha garantito la sopravvivena del dollaro come moneta pivot da Bretton Woods in poi: agganciata all'oro fino al 15 agosto 1971, agganciata a parametri contabili successivamente;

    7. Se i conti non sono a posto, la moneta non resta a posto e le Banche Centrali si trasformano da tutori del livello di inflazione a creatori di inflazione  (vedi il quantitative easing per frontegiare la crisi apertasi nell'esta 2007);

    8. Tenere i conti a posto, non è mossa tecnica ma politica: se non si rispetta il pareggio di bilancio annualmente (cioè l'assenza di deficit annuo) ci si indebita e ci si mette nelle mani della speuclazione.

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  4. Inviato agosto 9, 2011 alle 4:20 pm | Permalink | Rispondi

    Il dollaro, come valuta internazionale di riserva  – politicamente, si intende; economicamente già lo faceva il marco (ma il Re era il dollaro) come ora può farlo l'euro – ha tuttora forti chances per continuare a farlo. Che dipendono dal fatto che gli States hanno un bilancio militare superiore alla somma di tutti gli altri; e questo consente loro di assolvere così ad una precisa funzione monetaria: offrire l'ordine pubblico economico al capitalismo globale. Infatti, le materie prime sono prorio denominate in dollari. Il punto è che fin qui, nonostante la nuova portaerei cinese, sono i "soli" a poterlo fare.
    Vero, i cinesi "brontolano": bancor. Ma già ai tempi di Keynes era metafisica: perchè una valuta globale senza Hard power semplicemente non si dà. O, al massimo, sarebbe una situazione che indica un mondo senza egemonia; quindi altamente instabile. Possibile, visti i iguai di Washington in Medioriente. Gli Usa, da quanto sopiantarono la sterlina, mai hanno perso una guerra; Vietnam compreso, non a caso oggi protetto dalle loro navi,  visto che con Pechino riuscirono l'Urssa cacciare dal Sud-est asiatico. Oggi però rischiano nel cuore petrolifero del pianeta. Questa è la questione monetaria prossima ventura. Altro che i deliri di onnipotenza di quel nano militare che è l'euro.

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  5. Inviato agosto 4, 2011 alle 10:40 am | Permalink | Rispondi

    Un "nuovo ordine monetario". Come potrebbe essere questo "nuovo ordine monetario" ? Non darei per scontato che sarà agganciato ad un paniere di monete. Questo accadrà se il peggiormento delle condizioni di quadro sarà progressivo e quindi gestito da qualche persona assennata. E se invece non fosse progressivo, ma accelerato ? E se invece fosse non gestito da una persona assennata ? Dopo tutto gli arei cadono quando il piolota ci mette di suo. Lo schema logico gli suggerisce di andare verso il basso per uscire dallo stallo e lui va invece verso l'alto.
    http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE76S0GE20110729
    E se i nostri piloti del mercato finanziario finissero per fare l'errore corrispondente ? Non è che poi il nuovo ordine monetario vada in direzione diversa da un paniere ? Chi può svolgere il ruolo di fornitore di mezzi monetari a supporto degli scambi internazionali e di moneta di riserva ? Chi può organizzarsi in questo senso in tempi rapidi ? Un candidato l'ho in mente …

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