Debito pubblico aggregato

Si è letto che il Ministro Frattini si è assunto la responsabilità di dichiarare che l'Italia ha in animo di far valere, in sede europea, una nuova configurazione di debito pubblico – il debito pubblico allargato, per l'appunto – per risollevarsi dal grave peso del proprio debito.
Cercando di interpretare questa nuova categoria economica, questo nuovo aggregato, si osserva che si adduce a sostegno il concetto di sostenibilità del debito pubblico italiano: esso sarebbe sostenibile perché sommando algebricamente il debito con il credito che vantano i detentori di quel debito (cioè le banche e le Famiglie), non ci sarebbe alcun problema perché il debito pubblico aggregato si ridurrebbe al punto da far scattare l'Italia fra i migliori Paesi europei.
Ma come è possibile che ciò accada?
E' possibile soltanto se i creditori italiani (banche e famiglie) sostengono il debitore (lo Stato), cioè continuano a comprare i titoli italiani.
Per realizzare questo obiettivo i creditori italiani guadagnano il premio al rischio che i mercati richiedono per detenere titoli italiani piuttosto che, ad esempio, titoli germanici: la misura di questo premio si osserva confrontando il rendimento dei titoli italiani a dieci anni rispetto al rendimento dei titoli tedeschi sulla medesima scadenza (maggiore, in questi giorni, di circa 180 basis point).
Poco male, sembra dire il Governo, se si tratta delle famiglie, dato che non si accorgono di sostituire rischio a rendimento e che continuano a venire illuse nella convinzione che debiti e crediti siano la stessa cosa, invece che due facce della stessa medaglia. Un po' peggio per gli azionisti delle banche che devono prendere atto che esse aumentano i loro rischi, già elevati per il deteriorasi dei crediti, sostituendo rischio con rendimento dei titoli italiani quasi si trattasse di tifoserie della nazionale.

 

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Un commento

  1. Inviato giugno 18, 2010 alle 7:50 am | Permalink | Rispondi

    La dichiarazione finale del vertice di Bruxelles del G20 comprende la seguente frase (tratta da La Stampa di oggi):«nell’ambito della sorveglianza sul bilancio, un ruolo molto più importante sarà dato ai livelli ed evoluzioni del debito e alla sostenibilità complessiva, come originariamente previsto nel Patto di stabilità e di crescita».Un po' poco, mi sembra, per sostenere che si è accettata la linea italiana di fare riferimento al nuovo aggregato.

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