Gli errori degli economisti…

Internazionale…secondo P. Krugman in un articolo apparso in The New York Times Magazine, tradotto e pubblicato da Internazionale ora in edicola.

<<La crisi ha colto di sopresa gli economisti facendo piazza pulita dei loro modelli teorici. L’economia deve rinascere su nuove basi: sarà più umana e meno affascinante>>.

<<Il crollo dell’edificio intellettuale ha coinciso con il crolo dei mercati del mondo reale>>.

<<Quale guida può offrire l’economia moderna nella situazione in cui ci troviamo?>>.

<<Gli economisti sono stati sedotti dalla visione di un sistema di mercato perfetto>>.

Ultimo libro di Krugman tradotto in italiano: La coscienza di un liberal, Laterza 2009.

Krugmandietro il ‘foglio’ qui a sinistra l’articolo di Krugman (N.B. 11,6 MB)

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Un commento

  1. cibalda
    Inviato settembre 23, 2009 alle 9:39 pm | Permalink | Rispondi

    … e qualche soluzione estrema?

    Nell’articolo-intervista di Vittorio Carlini (IlSole24Ore del 18 settembre 2009) si legge di un tentativo di «”sviscerare” i perché strutturali del grande crack», che Massimo Amato e Luca Fantacci , entrambi esperti di storia della moneta e docenti alla Bocconi di Milano, fanno nel loro «Fine della finanza» (Donzelli Editore).

    « (Fantacci) …la liquidità è uno dei problemi alla base della crisi. La liquidità, intesa come continua convertibilità di un titolo in moneta e viceversa, è la base strutturale di questo sistema. Che, peraltro, per funzionare richiede un ulteriore elemento. La moneta intesa come riserva di valore. Com’è noto, la currency attualmente è: unità di conto, mezzo di scambio e, per l’appunto, riserva di valore. Ecco, quest’ultima caratteristica è imprescindibile nel mercato finanziario: la moneta dev’essere una merce il cui prezzo è il saggio d’interesse. Se non ci fosse questo aspetto chi cede moneta non dovrebbe, né potrebbe, essere remunerato con il saggio d’interesse, per l’appunto. E, di conseguenza, tutta l’impalcatura della liquidità che genera ricchezza grazie alla moneta-scambiata-con-titoli-di-credito-sempre-trasformabili-in-moneta non potrebbe funzionare».

    «…bisogna eliminare la moneta-merce, in modo che gli istituti di credito tornino a focalizzarsi su quello che dovrebbe essere il loro reale core business, cioè svolgere l’attività d’intermediazione per garantire prestiti al mondo dell’economia reale».

    «…Bisogna avere il coraggio di pensare a una riforma del sistema monetario. La strada da seguire, un po’ sulla falsariga di quanto era nell’idea di Keynes a Bretton Woods, è quella di una moneta internazionale nella forma di clearing union. Il meccanismo della stanza di compensazione necessita solo della moneta come unità di conto e delle anticipazioni contabili. In questo modo l’elemento di riserva di valore viene meno e si elimina alla radice il meccanismo della rendita monetaria. A livello locale poi, anche per ridefinire in maniera corretta un reale rapporto tra debitori e creditori, bisognerebbe pensare alla creazione di divise territoriali.
    « (Amato) Il fatto che la strada sia in salita non vuol dire la via sia sbagliata. Bisogna provarci. Solo in questo modo potremo uscire dal circolo vizioso in cui ci siamo infilati. Altrimenti, spingendo sempre e soltanto sulla soluzione della liquidità non faremo altro che preparare le basi delle nuova crisi. Con una aggravante. Il vincolo dei debiti pubblici statali impedirà di attuare nuovamente quegli interventi a carico dei tax payer che sono stati messi in opera in questi due anni. Non avremo cioè un’arma per contrastare il problema».

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