Banche, Giannelli e Tremonti

Fra le passerelle di fine estate (C&L, Cernobbio, Mostra del cinema, ecc., ecc.)  si sono fatti notare i do di petto del Ministro Tremonti:
<<La questione dei soldi ai banchieri serve a dare un messaggio più generale: non è possibile che le banche governino sui governi e sulla politica (…) Non ha più senso che le banche siano più grandi dei governi stessi tanto che poi quando hanno dei problemi sono problemi anche dei governi: le banche devono esere al servizio della gente, non la gente al servizio delle banche (…) I governi hanno fatto la loro parte, le banche no>>.
Le affermazioni sono state interpretate dalla seguente vignetta di Giannelli: fulmineo e
giannelli
intelligente come al solito, questa volta però, secondo me, non colpisce nel segno.
Soltanto che Giannelli è un acuto vignettista, mentre Tremonti è un Ministro dell’Economia che si lascia andare a battute populiste sulla scia di quelle che ci hanno deliziato quest’estate in tema di dialetti e quant’altro.
Il Nostro continua dicendo che:
<<una banca non è un’industria qualunque che fa scarpe o vasche da bagno, ma ha una funzione pubblica>> lasciando così intendere che cosa sarà la Banca del Sud, quasi avessimo perso la memoria  della fiscalizzazione dei salvataggi del Banco di Napoli, di Sicilia, delle Casse di Risparmio del Mezzogiorno, ecc. negli anni Novanta;
<<non è che le banche fanno un favore a noi  sottoscrivendoli [i ‘tremonti bond’, NdA], li hanno chiesti loro>>: certo, in un momento in cui non erano ancora chiari moltissimi elementi della partita fra i quali la revisione degli IAS  e le condizioni  che li avrebbero connotati. E poi, se li avessero emessi, sarebbero serviti per coprire le carenze patrimoniali passate e non quelle successive (magari monitorate dai Prefetti); inoltre vi sono gruppi che si sono arrangiati (v. Unicredito con i cashes);
<<non si tratta di strumenti di debito, ma di patrimonio, e il patrimonio costa>> come se ci fosse differenza nel caso di specie e come se, siccome costa, non si dovrebbero  cercare fonti meno onerose;
<<quando le banche dicono di non aver bisogno di farvi ricorso,
[ai ‘tremonti bond’, NdA] debbono ricordare che questi fondi non servono a loro, ma servono alle imprese>> come se vi fossero degli automatismi;
<<ci sembra che il ragionamento sia che la banca è al servizio degli azionisti, ma non dei cittadini>> e per fortuna che siamo giunti a questo punto dopo un lungo dibattito anche italiano il cui spartiacque fu la ‘legge Amato’;
<<le banche hanno raccolto molto fondi publici, soprattutto all’estero, ma non danno sufficiente liquidità alle imprese. Hanno in mente i loro bilanci, non il bilancio d’insieme>> e per fortuna, si potrebbe dire!
Chissà cos’ha in mente il Ministro dell’Economia quando fa queste affermazioni: penso proprio che siano delle boutade pour épater.  

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Un commento

  1. anonimo
    Inviato settembre 11, 2009 alle 11:33 am | Permalink | Rispondi

    Paolo, condivido appieno (ormai la cosa rasenta quasi la noia; un pò di dissenso, suvvia). Mediazione tra Tremonti e banche: zero soldi alle imprese; però detto in veneto. ciao

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