Banche-Imprese: moratoria sui crediti a breve

L’Avviso comune fra ABI e Associazioni di imprese sulla moratoria dei crediti nei confronti delle banche comprende i seguenti punti: a) la sospensione per 12 mesi del pagamento della quota capitale delle rate di mutuo e dei canoni di leasing; b) l’allungamento a 270 giorni della scadenza dei prestiti a fronte di operazioni di anticipazione su crediti certi ed esigibili; c) interventi a favore della ricapitalizzazione delle PMI.
Con riferimento all’allungamento delle scadenze del credito a breve, le imprese possono presentare la domanda (fino al 30 giugno 2010) purché:
a) al 30 sett. 2008 fossero classificate ‘in bonis’ (cioè ‘non
avessero esposizioni classificate come sofferenze, partite incagliate, ristrutturate, scadute e/o sconfinate deteriorate, scadute e/o sconfinate non deteriorate’, come recita l’esempio della documentazione ABI;
b) al momento della domanda non presentino posizioni ‘ristrutturate’ o ‘in sofferenza’ ovvero procedure esecutive in corso.
Un particolare trattamento favorevole viene riservato alle imprese ‘in bonis’ e che non abbiano esposizioni sconfinate alla presentazione della domanda: in tal caso la procedura di ammissione è automatica, salvo esplicito e motivato rifiuto.

MoratoriaCrBr
Cosa attendersi?
Se la crisi è grave ed è grave come si dice, dal sett. 2008 al sett. 2009, la situazione dovrebbe essersi deteriorata per cui molte PMI (da 2 a 9 dipendenti, fatturato inferiore ai 50 milioni e tot. di bilancio inferiore ai 43 milioni) verso la fine del mese di settembre prossimo (cioè 45 giorni dopo l’entrata in vigore dell’accordo) dovrebbero far registrare, in contropartita con le banche, situazioni di pesante anomalia, cioè scadute e/o sconfinate deteriorate, scadute e/o sconfinate non deteriorate, ancorché non giunte a situazioni di ‘sofferenza’, ‘incaglio’ o di ‘ristrutturazione’.
Se la crisi non è grave, mi sembra si sia è gridato ‘al lupo al lupo’ per ottenere qualche beneficio creditizio. Se la crisi c’è ma non se ne vede la gravità, mi sembra che ‘il nero e il sommerso’ la facciano da padroni: ma questa informazione sta in mano soltanto alle banche.
Le banche, dunque, e non potrebbe essere altrimenti, continueranno a finanziare i clienti a basso rischio, comunque si accerti questo rischio e a concedere la moratoria ai clienti a basso rischio, cioè con posizioni anomale poco rilevanti: ad esempio scadute e/o sconfinate non deteriorate.
La libera adesione all’iniziativa ABI-Imprese da parte delle singole banche, infatti e per fortuna, indica la loro autonomia decisionale in tema di rischio da assumere.
All’autonomia decisionale delle banche, che non si può scalfire con leggi, regolamenti e pannicelli caldi, si potrebbe tentare di contrapporre una politica tendente ad abbattere le barriere all’uscita dal sistema bancario, oltre che quelle all’entrata, già largamente abbattute. Forse così verrebbero premiate le banche più prudenti e le imprese migliori: queste ultime, infatti, già ci sono e fanno la loro parte senza ricorrere a provvidenze esterne alla loro gestione manageriale con grande beneficio per tutti.

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2 commenti

  1. Inviato agosto 13, 2009 alle 4:20 pm | Permalink | Rispondi

    Caro Giulio, a me sembra un agreement fra associazioni che non coinvolge gli associati i quali sono liberi di aderirvi come è scritto esplicitamente.
    Durante una delle solite mostruose code agostane, ho sentito una trasmissione di Radio24 che intervistava qualche imprenditore in materia: sosteneva che le banche prorogheranno i rientri dei fidi a chi non ne ha estrema necessità.
    A me sembra, più che altro, un’altra stella filante lanciata pour épater: d’altra parte siamo in agosto e, fra una gabbia salariale, una proposta per bandire cattedre di dialetto o di offrire posti di traduttore in dialetto delle pièce televisive, ci sta anche un Avviso Comune sul quasi nulla, con tanto di firma autografa dei convenuti. Fra l’altro, mi sembra un bel documento da memorizzare a futura memoria…

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  2. Inviato agosto 11, 2009 alle 9:05 pm | Permalink | Rispondi

    Caro Paolo,
    ho letto attentamente e ho trovato che in capo al cliente non sorgono obblighi o diritti. Anche in capo alla banca non sorgono obblighi, o diritti. Allora, mi sono detto, evidentemente non è un contratto. Un avvocato mai avrebbe richiesto o negoziato la “sospensione” di un finanziamento. Che è la “sospensione” di un finanziamento ? Non è neppure un decreto, o un atto di diritto pubblico.
    Ma cos’è un “avviso” ?
    Un titolo di giornale ?

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