Riserve auree della BdI

L’immagine linka il file con il parere della BCE, espresso il 14 luglio scorso, in materia di tassazione delle riserve auree della Banca d’Italia, prevista dal Consiglio dei Ministri italiani il 26 giugno scoso. Sono nove dense paginette che mi sembra difficile riprodurre, per cui lascio alla curiosità del lettore la lettura integrale del provvedimento:
BCEIl Ministero del Tesoro, dal canto suo, ha oggi rilasciato il Comunicato stampa che riporto integralmente:

<<Le valutazioni della Bce sulla tassazione delle riserve auree, appena ricevute da Francoforte, sono parte di uno scambio di informazioni già in corso, di estrema utilità, e sono accolte con viva soddisfazione. Ci consentono di proseguire il lavoro già avviato in queste settimane per approfondire e risolvere i problemi ancora aperti, cui contiamo di trovare soluzione in sede di emendamento.

Come si è già avuto modo di scrivere alla Banca Centrale Europea ancora prima della stessa approvazione del pacchetto di misure di cui fa parte la norma in questione (Consiglio dei Ministri del 26 giugno), sono allo studio tutti gli accorgimenti in grado di assicurare che la norma "non influisca negativamente in alcun modo sull’indipendenza, tanto finanziaria quanto operativa, della Banca d’Italia">>.

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4 commenti

  1. Inviato agosto 4, 2009 alle 4:17 pm | Permalink | Rispondi

    Dimenticavo di ricordare che:
    a) le vendite di oro da parte delle banche centrali sono regolate dal Central Bank Gold Agreement, pubblicato nel 2004 e in scadenza a settembre 2009;
    b) il Governo Prodi cercò di vendere dell’oro, nell’ambito del citato agreement, per ridurre il debito pubblico mentre il governo attuale cerca di tassare le riserve da rivalutazione per finanziare la spesa pubblica;
    c) le riserve della Bd’I, al 31 dic 08, erano costituite per circa il 60% in oro, il 27% in dollari USA, il 5% in sterline e il 6% in yen: sarebbe interessante confrontare la rivalutazione dell’oro con la svalutazione degli altri valori;
    d) sarebbe interessante confrontare quanto oro è stato venduto dalle banche centrali dell’UME in rapporto al debito pubblico dei rispettivi Paesi.

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  2. anonimo
    Inviato agosto 3, 2009 alle 3:59 pm | Permalink | Rispondi

    Speriamo che la BCE abbia la forza, a forza di pareri, di contrastare il Governo irriverente che cerca di approvvigionarsi in tutti i modi per far quadrare il bilancio dello stato. C’è di che preoccuparsi anche perchè questa entrata spot non risolve il problema di uscite che invece si ripropongono in ogni bilancio di esercizio (esempio pensioni, stipendi al pubblico impiego, ecc.). Vabbè che non si è di moda dire che bisogna fare programmazione ma almeno coordinare le scadenze fra entrate ed uscite quando si pensa ad un bilancio preventivo mi sentirei di dire che è un postulato da economista ancora valido. O no?

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  3. Inviato agosto 3, 2009 alle 3:17 pm | Permalink | Rispondi

    Tassare le plusvalenze dell’oro della Banca d’Italia, significa tassare una riserva da rivalutazione: supponiamo che tale tassazione ammonti a 300 milioni e che essa debba essere pagata tutta nel corso del 2010.
    A parità di proventi, i maggiori oneri fiscali potrebbero essere compensati da una riduzione di altri costi: ad esempio, il pensionamento di 6 persone che pesano per 50 milioni ciascuna.
    Come per le imprese, le riserve occulte diventano palesi (riserve da rivalutazione), con un miglioramento della trasparenza del bilancio, a fronte di provvedimenti legislativi che ne attenuano gli effetti fiscali.
    Nel caso della Banca d’Italia, la trasparenza viene penalizzata.
    L’esiguità delle somme in campo, tuttavia, non sembrano tali da giustificare il provvedimento governativo: sono o non sono intangibili le riserve auree delle banche centrali dell’UME? Questo è in realtà il problema posto dal Governo: la BCE ha confermato e ribadito che non si possono toccare.

    D’altra parte i Governi hanno bisogno di soldi e di consensi: i primi si trovano tassando il popolo e quasi mai comprimendo la spesa; i consensi si conquistano con varie argomentazioni (“la Bd’I non ha più bisogno dell’oro dopo che è entrata nell’UME” (Prodi); “le riserve della Bd’I sono del popolo” (Tremonti); “tasseremo le riserve auree solo col consenso della BCE e della Bd’I” (Berlusconi), a seconda del loro effetto mediatico.
    In realtà, probabilmente si tratta di un’altra stella filante lanciata dal Governo, analoga a quella dei Prefetti che controllano l’erogazione del credito da parte delle banche che hanno utilizzato i Tremonti bond (solo una, per il momento) e come quella che è stata preannunciata per controllare che le banche applichino l’accordo odierno fra ABI e imprese.
    In quest’ultimo caso, però, le banche sono libere di aderire o meno all’accordo…

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  4. Inviato luglio 31, 2009 alle 4:39 pm | Permalink | Rispondi

    Nuovo parere della BCE (24 luglio 2009).

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