Spiriti Animali

Tradotto in italiano il libro di Akerlof – Shiller già segnalato e recensito ora da Fabio Ranchetti sul CorriereEconomia del 6 luglio u.s.:
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Al marito che le spiegava i problemi della crisi economica degli anni Trenta, Lydia Lopokova, famosa ballerina russa, amica di Stravinsky e di Picasso (che di lei ci ha lasciato finissimi ritratti), rispose: “It sounds rational, it must be wrong”. “Sembra razionale, deve essere perciò sbagliato”, è forse il modo più succinto ed efficace per riassumere la tesi fondamentale del libro: la teoria economica contemporanea attribuisce ai soggetti una razionalità che essi, in verità, non hanno e non praticano; di qui i nostri problemi.

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Il marito di Lydia non era un signore qualunque, ma il più celebre economista dell’epoca: John Maynard Keynes. E proprio a Keynes i due autori si rifanno, nel tentativo di fornirci una visione economica più adeguata alla realtà. Se vogliamo capire perché le economie cadono in depressione, perché le banche centrali hanno potere sull’economia (e quanto), perchè ci sono persone che non trovano lavoro, perché risparmiare è così difficile, perché i prezzi delle azioni sono così volatili, ecc., dobbiamo riprendere, aggiornandola, un’idea keynesiana che non ha avuto un grandissimo successo: quella degli “spiriti animali”. Con questa espressione, inventata da Galeno, adottata da Cartesio e lì scovata da Keynes, si deve intendere le idee, i sentimenti e gli impulsi delle persone: “non comprenderemo mai davvero i principali eventi economici se non ci rendiamo conto che le loro cause sono in gran parte di natura mentale”. Facciamo subito un esempio, prendendo il primo e il più cruciale dei nostri spiriti animali, la fiducia. Come ci rivela l’etimologia, la parola viene dal latino fido, cioè “io ho fede”. (Notate che la crisi di fiducia in cui ci troviamo è anche una “crisi del credito”, e la parola credito deriva da “io credo”.) Pertanto, poiché il senso proprio della fede è spingersi oltre il razionale, questo potente spirito animale ci induce a comportamenti che non sono sempre comprensibili dal punto di vista della pura logica economica. Insomma, in parole più povere, ci induce a “decidere direttamente con la pancia”, con risultati non sempre brillanti. Frutto di cinque anni di lavoro, questo è un libro splendido, dalla lettura avvincente anche per i molteplici e calzanti esempi concreti. Ci insegna che noi esseri umani scegliamo nel miglior modo possibile, “col calcolo dove possiamo, ma spesso ricadendo sul capriccio o sul caso” (Keynes).



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