Tremonti bonds e Prefetti

Direttiva_Mef_MinInt_PrefettiE’ stata pubblicata (v. documento qui a fianco) la direttiva ministeriale in tema di Osservatori del credito previsti a latere della sottoscrizione dei Tremonti bonds da parte dello Stato.
All’inizio, pensavo si trattasse di una stella filante: leggera e vellutata quando si lancia; appassita e penzolante miseramente dai lampadari del salone delle feste, il mattino successivo.
Invece la direttiva appare tutt’altro: legnosa e burocratica. Prefigura il solito organismo all’italiana che, di diritto, coinvolge tutti ma che può, di fatto, allargarsi notevolemente con vari inviti.
E’ facile prevedere che non apporterà alcun beneficio addizionale all’economia delle famiglie e delle imprese e che, al massimo, potrà dirimere qualche reclamo da parte di clienti che, sentitisi danneggiati dall’erogazione del credito di qualche banca (quotata, ovviamente), porteranno all’Osservatorio le carte per avvalorare il loro merito di credito.
Tutto si fonda, a me sembra, sull’ipotesi che le banche non abbiano convenienza ad erogare prestiti.
Ma non si è mai vista una banca che non finanzi chi è meritevole di credito; né si è mai visto un organismo in grado di attribuire meriti di credito a chi non riesce a dimostrarlo.
Anzi, mi correggo: si è visto eccome! Era ed è la peggiore politica.

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7 commenti

  1. Inviato luglio 2, 2009 alle 8:44 am | Permalink | Rispondi

    L’ABI protesta per l’interferneza di alcuni Prefetti (IlSole24Ore di oggi).
    Dìvide et impera… si potrebbe dire in tema di Prefetti e di credito alle imprese. Il Ministro, inserendo gli Osservatori del Credito fra banche, imprese e Banca d’Italia sembra abbia cercato di ridurre la libertà delle banche e della Vigilanza a favore dei Prefetti e delle imprese.
    Ovviamente qualche zelante funzionario deve essere andato oltre, forse ignaro delle disposizioni della Vigilanza in materia di dati sull’andamento del credito all’economia, tanto da sollevare una protesta formale.
    Così, dividendo le loro responsabilità, istituzioni che avrebbero altro da fare sono costrette ad affermare il ben noto àmbito delle rispettive autonomie professionali.
    Mettere in campo diversivi del genere di questi tempi, non mi sembra il massimo.

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  2. anonimo
    Inviato giugno 2, 2009 alle 10:56 pm | Permalink | Rispondi

    Ohibò.
    Fulcro Valtellini

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  3. Inviato maggio 15, 2009 alle 8:37 am | Permalink | Rispondi

    Non so se vi sia una relazione fra i ‘ricchi’ e i Tremonti bond…

    D’accordo, i mostri non sanzionati sono un evidente risultato del sistema: la circostanza che vengano riconosciuti come mostri da sanzionare, però, induce la politica a promettere di sanzionarli, più o meno, in futuro.
    Ciò attiva un sistema di aspettative, favorevoli o sfavorevoli, che muovono i voti e quindi i governi.
    Le differenze politiche mi sembra stiano nelle diverse capacità/volontà di mantenere le promesse o di rispondere alle aspettative.

    Se inseriamo in questo schemino la comunicazione televisiva, osserviamo che i confini delle parole ‘mostri’, ‘sanzionati’, ‘promesse’, aspettative’, ecc. si slabbrano fino a sfumare: è l’informazione, infatti, che li sancisce e li mantiene.

    Quindi, possedere il sistema dell’informazione e saperla trasmettere restano il modo di fare politica (saggia o becera che sia), come è sempre stato.

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  4. anonimo
    Inviato maggio 11, 2009 alle 8:25 am | Permalink | Rispondi

    I mostri non sanzionati non sono una particolarità, non sono un’anomalia, non sono un’eccezione, sono il risultato ben preciso del mercato, del sistema.
    Fra una politica saggia ed una becera, vi sono diverse graduazioni, le stesse che ci sono tra pd e pdl, cioè praticamente nessuna, se proprio proprio vogliamo giusto un minimo di differenza nei tempi di applicazione delle proprie politiche.

    Fulcro Valtellini

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  5. anonimo
    Inviato maggio 11, 2009 alle 8:21 am | Permalink | Rispondi

    Tremonti Bond = tremebond
    I ricchi sono veramente un problema.
    Fulcro Valtellini

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  6. Inviato aprile 12, 2009 alle 7:34 pm | Permalink | Rispondi

    Ok: facciamo la lista dei buoni.
    Pasquale Saraceno chiamava “oneri impropri” quelli che la Politica imponeva alle ragioni dell’economicità d’impresa.
    Ho così imparato che fra una politica saggia ed una becera, vi sono diverse graduazioni.
    Credo che questo stesso “paradigma” possa essere applicato anche al Mercato.
    La cosa si complica quando la commistione fra Politica e Mercato genera mostri che non vengono sanzionati né dal Mercato né dalla Politica.
    Per non parlare delle Magistrature e delle Autorità amministrative indipendenti le quali non sono sicuro possano opporsi alle commistioni appena ricordate.

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  7. Inviato aprile 12, 2009 alle 5:27 pm | Permalink | Rispondi

    Caro pb,
    ho l’impressione che tu sia eccessivamente severo circa la banca pubblica e la banca controllata dalla politica. Forse ci vengono prima in mente i personaggi con demerito. Ma ce ne sono diversi con meriti specifici, da mettere poi sotto evidenziatore in particolare in questo periodo. E perchè non facciamo una lista ? Facciamola solo dei buoni …

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