I CASHES di Unicredit.

I CASHES (Convertible And Subordinated Hybrid Equity-linked Securities) are securities that are convertible at the investor’s option into new UniCredit ordinary shares to be issued following receipt of the necessary authorizations (dal sito web di Unicredit).
Ricostruisco quanto ho capito dall’informazione di pubblico dominio dopo che la Fondazione di Verona sembra defilarsi dalla sottoscrizione dei titoli.
All’inizio di ottobre 2008, Unicredit avvia un piano di rafforzamento patrimoniale per circa 6md (l’obiettivo è quello di portare il tier 1 al 6,7% del patrimonio di vigilanza).
Il rafforzamento avviene, a titolo di capitale, per circa 3md (973ml di nuove azioni a 3,083€ ciascuna) e, a titolo misto, con una emissione di cashes per circa 3md.
Tuttavia: a) le nuove azioni possono restare inoptate; b) i maggiori soci si sono impegnati a sottoscrivere i cashes per un massimo del 60%; c) i cashes sono collocati privatamente (e non mediante opa) presso Mediobanca che li collocherà a sua volta presso investitori istituzionali, data la loro complessità.
Verranno così sottoscritti cashes per il 60% dell’emissione, da parte dei maggiori azionisti, e per il 40% da Mediobanca. Quest’ultima assorbirà anche la parte inoptata delle nuove azioni che dipende dagli interessi di governance nella società e dalle opzioni dei piccoli azionisti dato che, nel corso del periodo di emissione, il prezzo delle azioni Unicredit è stato ben al di sotto di 3,083€.
Sul piano economico-finanziario è necessario valutare quanto è il premio al rischio che i sottoscrittori dei cashes richiedono.
Questi ultimi possono essere suddivisi in due gruppi: quelli che sottoscrivono i cashes tout court (i grandi azionisti di Unicredit)) e Mediobanca che sottoscrive cashes tout court e cashes a fronte delle nuove azioni inoptate.
L’interesse pattuito sui cashes è pari all’Euribor +450 basis points ed è altresì pattuito che i possessori potranno convertirli al prezzo di esercizio (3,083€), mentre dovranno convertirli se il corso dell’azione andrà oltre i 4,625€ (oppure se il tier 1 scendesse al di sotto del 5% o, all’estremo, in caso di default).
Chi ha optato per l’aumento di capitale, incasserà i dividendi. Chi compra i cashes incasserà l’interesse fino alla loro conversione o per un massimo di trent’anni.
Mediobanca incasserà l’interesse sui cashes e, per la parte di cashes derivanti da azioni inoptate, ‘subisce’ il diritto di usufrutto sulle azioni (che resta in capo a Unicredit): cioè mantiene il diritto sulla nuda proprietà, non avrà il diritto di voto e incasserà dividendi in proporzione al dividendo delle altre azioni. L’usufrutto durerà fino alla conversione dei cashes o al massimo per trent’anni.
Il dividendo sulle azioni sarà in subordine alle cedole spettanti ai cashes che avranno il privilegio sulla distribuzione degli utili.
E’ stato calcolato che, al tasso attuale dell’Euribor, i maggiori costi per interessi generati dai cashes ammonterebbero a oltre 200ml: l’aumento dell’utile per rafforzare il patrimonio richiederebbe dunque un ragguardevole aumento dei ricavi a parità di incagli e di sofferenze.
L’informazione relativa alla quantità di azioni inoptate è la base per il calcolo della quantità di cashes ed è la base per il calcolo del loro valore nominale. A fine gennaio questa informazione è nota.
A sorpresa, sembra che la Fondazione di Verona, notizia Reuters del 6 febbraio, abbia ritirato la disponibilità a sottoscrivere.
La faccenda non è irrilevante perché la Fondazione di Verona detiene oltre il 6,08% di Unicredit.

Annunci

5 commenti

  1. Inviato febbraio 21, 2009 alle 12:05 pm | Permalink | Rispondi

    Il 19 febbraio, Mediobanca ha annunciato che l’aumento di capitale di Unicredit si è concluso positivamente: 3,6 md di dividendi in nuove azioni e quasi 3md di strumenti ibridi (cashes): in tal modo il tier 1 sale 6,7% del patrimonio di vigilanza.
    I cashes sono stati sottoscritti da 22 investitori. Quelli non sottoscritti dalla Fondazione di Verona (per circa 440md) sono stati sottoscriitti:
    a) per 130ml, da un veicolo, denominato MoTo, di proprietà della Fondazione di Torino, dalla Fondazione di Modena e da Carimonte;
    b) per 60ml, da un Fondo comune facente capo alla famiglia reale di Abu Dabi;
    c) per 250ml, dalla Central Bank of Lybia.

    Nel frattempo però la Fondazione di Verona è salita dal 5,009% (dato di fine dicembre 2008) al 6,08% del capitale di Unicredit, confermandosi il maggiore azionista.
    In questo modo la Fondazione, pur non avendo contribuito a rafforzare il patrimonio di vigilanza della società con strumenti ibridi, ha comunque deciso di investirvi un nuovo 1,071%.
    Suppponendo che il corso medio delle azioni sia stato nello scorso mese di gennaio di 1,6€, la Fondazione di Verona avrebbe investito la non trascurabile somma di circa 220md.: cioè un po’ meno della metà dei cashes che avrebbe dovuto sottoscrivere.

    Mi piace

  2. Inviato febbraio 21, 2009 alle 9:35 am | Permalink | Rispondi

    Se si dà credito ai rumor, sì: tuttavia bisogna sempre tenere conto del peso che potrebbe avere un’interessenza del genere (sul Ponzi scheme di Madoff o di altri che stanno emergendo) sul complesso dei costi di Unicredit.
    Non credo cioè che sarebbe rilevante e potrebbe essere imputabile alla superficialità di qualche dirigente che andrebbe immediatamente eliminato dalla società.
    Con riferimento alle chiacchiere, poi, bisogna tenere conto, se non ricordo male, che circa il 50% del business di Unicredit è in Italia, circa il 30% in Germania e circa l’8% nell’Est europa.

    Mi piace

  3. Inviato febbraio 19, 2009 alle 8:56 pm | Permalink | Rispondi

    Unicredit deve passare pessimi momenti… Se nn mi sbaglio aveva anche fatto investimenti nel fondo (Ponzi scheme) di Madoff, vero?

    Mi piace

  4. Inviato febbraio 7, 2009 alle 5:21 pm | Permalink | Rispondi

    mi pare una conclusione esagerata… gli analisti dicono che si tratta di una questione di governance.

    Mi piace

  5. anonimo
    Inviato febbraio 7, 2009 alle 12:14 pm | Permalink | Rispondi

    Sono forse i segni premonitori che Unicredit ha un piede nella fossa?

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: